La recente presa di posizione di Valentino Scordino, a nome del movimento La Strada, solleva un dibattito necessario sulla gestione dei patrocini istituzionali da parte del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Al centro della questione si trova l’evento musicale Bielorussia e Italia in musica, in programma presso il Teatro Comunale Francesco Cilea. Sebbene il movimento ribadisca fermamente il valore universale della musica come strumento di pace e dialogo, la critica si sposta dal piano artistico a quello della responsabilità politica, mettendo in discussione la scelta delle amministrazioni locali di legare il proprio nome a un’iniziativa che coinvolge un Paese attualmente al centro di gravi controversie internazionali.
Diritti umani e sanzioni
Il movimento La Strada richiama l’attenzione sulla situazione geopolitica della Bielorussia, sottolineando come il Paese sia oggetto di severe sanzioni da parte della Unione Europea. Il riferimento ai rapporti di Amnesty International è esplicito nel descrivere un clima di repressione brutale, detenzioni arbitrarie e sistematica violazione delle libertà fondamentali.
In questo scenario, il patrocinio istituzionale cessa di essere un semplice atto formale per diventare, agli occhi dei cittadini e della comunità internazionale, un avallo d’immagine. Il timore espresso è che tali collaborazioni possano contribuire a una pericolosa normalizzazione di un regime che agisce in aperto contrasto con i valori democratici garantiti dalla Costituzione Italiana.
Il dovere di vigilanza
L’appello finale rivolto alle amministrazioni di Reggio Calabria è un invito alla coerenza e alla vigilanza etica. La riflessione proposta da Valentino Scordino suggerisce che la cultura, pur dovendo fungere da ponte tra i popoli, non debba mai trasformarsi in uno schermo che nasconde le sofferenze di chi subisce l’oppressione.
bielorussIl movimento interroga dunque le autorità competenti sulla reale valutazione dell’impatto di questa scelta, chiedendo un atto di responsabilità che sia in linea con le posizioni assunte dalle organizzazioni mondiali a difesa dei diritti umani, affinché il sostegno a un evento artistico non entri in conflitto con l’impegno morale verso la libertà e la dignità della persona.





























