Sullo specchio d’acqua dello Stretto sta prendendo forma una visione che potrebbe cambiare il volto della transizione energetica globale. La startup italiana Sizable Energy ha dato il via a una nuova, ambiziosa campagna di test presso il Noel, il laboratorio naturale di ingegneria marittima dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Non si tratta di una semplice sperimentazione in vasca, ma di una sfida reale contro le correnti e le onde autentiche del mare calabrese. Qui è stato installato un sottosistema galleggiante dall’imponente diametro di 50 metri, un gigante tecnologico pensato per perfezionare le manovre di varo e posizionamento dei futuri impianti commerciali.

Il motore d’innovazione
Il legame tra la ricerca accademica e l’impresa innovativa è il cuore pulsante di questa operazione. Il rettore Giuseppe Zimbalatti ha espresso grande orgoglio per questa collaborazione, sottolineando come l’Università Mediterranea sia diventata un polo d’attrazione per talenti e investimenti internazionali.
“Il laboratorio Noel si conferma un’infrastruttura di ricerca unica”, ha dichiarato il rettore, evidenziando come la Calabria stia guidando la sfida globale per la sostenibilità.
Gli fa eco il professor Felice Arena, direttore del Noel, che segue il progetto dal 2023 con la speranza che la fase commerciale definitiva possa trovare casa proprio in questo territorio.

Una batteria sottomarina
Ma come funziona questa tecnologia che promette di rivoluzionare lo stoccaggio energetico? Il principio è affascinante nella sua semplicità: il sistema opera come una gigantesca batteria idroelettrica offshore.
Se i vecchi impianti montani sfruttano il dislivello tra due laghi, Sizable Energy utilizza la differenza tra la superficie e le profondità marine.
L’energia prodotta in eccesso da eolico o fotovoltaico viene usata per pompare una soluzione densa verso il serbatoio galleggiante; quando la rete ha bisogno di elettricità, il fluido scende verso il fondale azionando turbine che generano corrente. È una risposta concreta alla non programmabilità delle fonti rinnovabili, essenziale per evitare black out.
La visione globale
Oltre all’efficienza tecnica, il progetto si distingue per un approccio profondamente etico e circolare. Il sistema è progettato per non rovinare il paesaggio costiero, riducendo al minimo l’impatto visivo, e non impiega materiali rari o inquinanti.
Per Manuele Aufiero, amministratore delegato di Sizable Energy, tornare a Reggio Calabria con un impianto di tali dimensioni è il segnale che la fase commerciale è ormai vicina.
La sinergia tra la startup e l’eccellenza dell’ingegneria marittima calabrese dimostra che la decarbonizzazione può passare da soluzioni nate e testate nel cuore del Mediterraneo, pronte a conquistare la fiducia del mercato internazionale.




























