Il settore delle costruzioni attraversa una fase di forte incertezza a causa dell’impennata dei prezzi delle materie prime. Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, ha lanciato così un monito al Governo segnalando come le tensioni geopolitiche internazionali stiano alimentando rincari ingiustificati che colpiscono duramente la filiera edilizia regionale e nazionale.
Le criticità logistiche
Le segnalazioni raccolte da Rugna evidenziano aumenti che vanno oltre i derivati petrolchimici come il bitume. Anche la presidente nazionale di Ance, Federica Brancaccio, ha confermato forti rialzi per l’acciaio e per tutti i materiali che risentono dei costi di trasporto, aggravati dai conflitti nel Golfo.
Questa dinamica rischia per l’associazione di categoria degli edili, rischia quindi di paralizzare i cantieri strategici, inclusi quelli legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Le proposte di intervento
Per tutelare la stabilità del comparto, Ance suggerisce di adottare meccanismi di compensazione simili a quelli introdotti durante il conflitto in Ucraina.
L’obiettivo proposto da Roberto Rugna è di ottenere strumenti specifici che possano sterilizzare l’aumento del gettito fiscale sulle materie prime, evitando che l’inflazione dei costi blocchi le opere pubbliche.
Secondo l’associazione, tale misura garantirebbe la continuità dei lavori con un impatto contenuto sui conti dello Stato.




























