Lamezia Terme si risveglia con il resoconto di un’operazione capillare che ha trasformato una normale serata di divertimento in un severo esame di legalità. Nella notte di sabato scorso, 28 marzo, un’ordinanza del Questore di Catanzaro ha dato il via a un servizio mirato, figlio di una necessità precisa: evitare che le luci della ribalta si trasformino in tragedia, memori dei tristi fatti di Crans Montana. Sotto l’egida del Prefetto, una task force multidisciplinare ha passato al setaccio i luoghi della movida per garantire che il diritto al divertimento non calpesti mai quello alla sicurezza.
Il controllo
Il dispiegamento di forze è stato massiccio e coordinato dalla Questura. Oltre alla Polizia Amministrativa, sono scesi in campo i Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, l’Ispettorato del Lavoro, l’Arpacal e la Siae.
Un coro di divise e competenze tecniche che ha puntato i riflettori su una nota discoteca del lametino. L’obiettivo non era solo sanzionare, ma verificare che ogni ingranaggio della macchina dell’intrattenimento girasse nel rispetto delle circolari del Ministero dell’Interno.

Le violazioni
L’esito dell’ispezione ha portato alla luce diverse criticità. Il titolare è stato deferito per non aver rispettato le prescrizioni della Commissione di Vigilanza.
Le sanzioni economiche sono state pesanti: oltre 6mila euro per aver servito alcolici oltre l’orario consentito e più di 1.600 euro per l’impiego di addetti alla sicurezza non iscritti negli elenchi prefettizi.
Anche sul fronte fiscale sono emerse lacune: dalla mancata trasmissione dei corrispettivi giornalieri all’assenza della verificazione periodica del registratore di cassa, fino al mancato pagamento del canone speciale Rai per l’anno 2026.
La sicurezza
Ciò che preoccupa maggiormente sono le mancanze relative alla pubblica incolumità. Durante i sopralluoghi, gli agenti hanno scoperto che un’uscita di sicurezza era chiusa con un chiavistello, mentre un’altra era ostruita da un’auto.
Gli idranti, fondamentali in caso di incendio, erano privi di acqua. “Le uscite di emergenza non erano segnalate all’esterno e il punto di raccolta non era visibile”, emerge dal verbale.
A questo si aggiunge la scoperta di due lavoratori in nero, che ha fatto scattare la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale e multe per oltre 10mila euro.
La vigilanza continuerà senza sosta per proteggere i tantissimi giovani e minorenni che frequentano le piste da ballo della provincia.



























