‘Ndrangheta: teste ritratta in aula, “ho inventato tutto”

in Cronacaprovincia di Vibo Valentia
00:00 00:00

Sarà la Procura distrettuale di Catanzaro ed in particolare il pm della Dda, Pierpaolo Bruni, a dover valutare le dichiarazioni rese in aula da un imprenditore di Vibo Marina, parte lesa nel processo “Libra” contro il clan Tripodi, ma che stamane si è trincerato in una serie di “non ricordo” ed ha ritrattato tutte le accuse contro il clan messe a verbale lo scorso anno dinanzi ai carabinieri. Invitato per ben sei volte dal presidente del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, Lucia Monaco, a dire la verità poiché la legge punisce i testi falsi o reticenti, alla fine della posizione lo stesso Tribunale ha disposto la trasmissione dell’intera deposizione dell’imprenditore P. M., titolare di un chiosco per la vendita di gelati a Vibo Marina, alla Procura per le valutazioni di competenza.

Dopo aver ricostruito a verbale dinanzi ai Carabinieri i danneggiamenti, le minacce e le estorsioni subite negli anni dal clan Tripodi, l’imprenditore ha infatti stamane in aula negato ogni accusa nei confronti degli imputati aggiungendo di aver passato anni di “inferno” e di essersi inventato tutto poiché “disperato” dopo ben due attentati contro la propria attività commerciale. A confermare le accuse, invece, il collaboratore di giustizia Domenico Cricelli, che ha parlato degli accordi di diversi Comuni vibonesi con il boss Francesco Mancuso per l’aggiudicazione degli appalti pubblici. (AGI)

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.