Non autosufficienza, Brutto (FdI): “Dal Governo un Piano da 3 miliardi, alla Calabria oltre 103 milioni”

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Un Piano da tre miliardi di euro per la cura della fragilità e il supporto alle persone anziane entra nella fase operativa nazionale. Il Governo Meloni ha varato un provvedimento triennale che intende garantire la continuità assistenziale tra il 2025 e il 2027 su tutto il territorio italiano. La misura assegna una quota di risorse al Mezzogiorno, individuando nell’assistenza domiciliare e nei servizi socio-sanitari il perno della programmazione futura.

Il piano triennale per l’assistenza

«Con l’approvazione del Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana, il Governo Meloni compie un ulteriore passo avanti nel rafforzamento del sistema di welfare dedicato alle persone più fragili», dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale, Angelo Brutto.

L’esponente politico sottolinea come la disponibilità di finanziamenti certi consenta finalmente una pianificazione pluriennale solida e strutturata, mirata a soddisfare i bisogni reali del Paese.

Le risorse destinate al territorio

La Regione Calabria riceverà una dotazione pari di poco più di 103 milioni di euro suddivisi in tre annualità: 33.899.696 euro per il 2025, 32.195.000 nel 2026 e 37.582.010 euro nel 2027.

La ripartizione concreta tra i diversi Comuni e ambiti territoriali della Calabria sarà definita dalla Giunta Regionale. Brutto lavorerà insieme all’assessore alle Politiche Sociali, Pasqualina Straface, per coordinare gli interventi e garantire una distribuzione efficiente dei fondi.

Obiettivi e servizi per le famiglie

Gli interventi finanziati puntano al rafforzamento della presa in carico delle persone non autosufficienti e all’integrazione dei Punti Unici di Accesso.

Si lavorerà per garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, sostenendo i progetti per la vita indipendente e sollevando le famiglie e i caregiver familiari dal carico assistenziale quotidiano. Il modello vuole superare i divari storici nell’accesso ai servizi sociali di base.

Monitoraggio e responsabilità locale

La gestione dei fondi imporrà parametri rigorosi sulle scadenze e sui risultati ottenuti. L’erogazione concreta della spesa pubblica sarà vincolata alla reale capacità di impiego da parte degli enti locali.

«Il Governo sta creando le condizioni affinché nessuno venga lasciato indietro; ora spetta ai territori trasformare queste opportunità in servizi concreti», conclude Angelo Brutto, richiamando il ruolo di responsabilità delle istituzioni regionali.

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