Nuovo pronunciamento giudiziario nei confronti di Pietro Di Costa, già testimone di giustizia, condannato dal Giudice di Pace di Vibo Valentia per il reato di minaccia.
La decisione, datata il 23 luglio scorso, si aggiunge alla precedente sentenza del 27 novembre 2025 con cui il Tribunale monocratico di Vibo Valentia lo aveva riconosciuto responsabile di plurimi episodi di calunnia ai danni di familiari, condannandolo a un anno e dieci mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni in favore delle parti civili.
Nel nuovo procedimento, il giudice ha ritenuto sussistente il reato di minaccia nei confronti della madre dei suoi fratelli, disponendo anche in questo caso il risarcimento in favore della persona offesa costituitasi parte civile.
Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Giuseppe Rombolà, che ha sottolineato come le pronunce ribadiscano l’importanza di un uso corretto degli strumenti giudiziari, evidenziando che denunce e querele non possono essere utilizzate come strumenti di pressione o ritorsione.
“Le decisioni, viene evidenziato, rappresentano un riconoscimento delle ragioni delle persone offese e un ristoro rispetto ai pregiudizi subiti nel tempo”.




























