“Nel 2025 oltre mezzo miliardo di chili di olio d’oliva straniero ha varcato le frontiere italiane, deprimendo i prezzi dell’extravergine nazionale e favorendo un mercato opaco tra traffici illeciti e sofisticazioni”. Coldiretti lancia l’allarme contro il dumping di prodotto low cost, come l’olio tunisino cresciuto del 40% nei primi dieci mesi, venduto a 3,5 euro al chilo.
Olivicoltura calabrese a rischio
La filiera calabrese, con 84mila aziende su 180mila ettari e 25 milioni di piante, è un asset strategico con tre Dop e un Igp. L’invasione estera penalizza gli olivicoltori costretti a vendere sotto i costi, mentre etichette fuorvianti (“Confezionato in Italia”) confondono i consumatori sul vero origine Ue o extra Ue.
Le richieste di Coldiretti Calabria
L’organizzazione chiede più controlli alle frontiere (oggi solo il 3% dei prodotti extra Ue è verificato), origine obbligatoria su tutti gli alimenti Ue e abolizione della norma che “italianizza” oli stranieri con lavorazioni minime. Saranno intensificate le iniziative territoriali per difendere lavoro e biodiversità, puntando sui fondi Pac per aumentare la produzione italiana.





























