È iniziato con la presentazione di una serie di eccezioni preliminari da parte della difesa il processo d’appello davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro per l’omicidio di Donato “Denis” Bergamini, l’ex calciatore del Cosenza morto il 18 novembre 1989 lungo la statale 106, a Roseto Capo Spulico (Cosenza).
Unica imputata è Isabella Internò, ex fidanzata del giocatore, condannata in primo grado lo scorso 1° ottobre dalla Corte d’Assise di Cosenza a 16 anni di reclusione per omicidio volontario premeditato in concorso con ignoti.
Internò, difesa dagli avvocati Angelo Pugliese e Cataldo Intrieri, era presente in aula. Tra il pubblico anche Donata Bergamini, sorella di Denis, accompagnata dai figli. È stata proprio lei, assistita dall’avvocato Fabio Anselmo – insieme ai legali Alessandra Pisa e Silvia Galeone – a battersi per la riapertura delle indagini, dopo anni in cui la morte del fratello era stata archiviata come suicidio.
Secondo la ricostruzione della Procura di Castrovillari, Bergamini sarebbe stato soffocato e solo in un secondo momento il corpo sarebbe stato adagiato sulla carreggiata, dove fu travolto da un camion. Una versione opposta a quella sempre sostenuta da Internò, secondo cui il calciatore si sarebbe tolto la vita gettandosi sotto il mezzo.
I giudici di primo grado avevano escluso le aggravanti del mezzo venefico e della crudeltà, concedendo le attenuanti generiche e stabilendo una pena inferiore ai 23 anni richiesti dall’accusa.
All’udienza era presente anche la giornalista Selvaggia Lucarelli, che nelle scorse settimane ha annunciato l’uscita di un podcast contenente un’intervista a Isabella Internò.




























