È stata chiamata Cash Back, l’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, e condotta stamani dagli agenti della Digos. L’attività, seguita da un pool di magistrati specializzati nella lotta ai reati finanziari, fa ritenere di aver fatto luce su delle presunte condotte illecite commesse durante la gestione economica di un sindacato territoriale. Gli accertamenti sono iniziati circa un anno fa e hanno consentito di raccogliere una serie di prove a carico dell’ex Segretario Provinciale della Uil pitagorica, Fabio Tomaino, oggi indagato per appropriazione indebita e autoriciclaggio.

I 380mila euro sotto esame
Gli investigatori hanno documentato una gestione che viene considerata del tutto personalistica e sregolata dei fondi dell’ente. L’ipotesi è che l’ex dirigente abbia sottratto risorse economico-finanziarie per un totale di circa 380 mila euro attraverso uscite mai giustificate e distrazioni dai conti correnti ufficiali.
Un flusso di denaro che sarebbe avvenuto tramite continui prelievi di contante, assegni bancari incassati direttamente dall’indagato, ricariche effettuate su una carta prepagata personale e svariati emolumenti che per la Digos sarebbero stati mascherati con la causale di rimborsi chilometrici, invero ritenuti falsi. Una condotta sistematica che avrebbe prosciugato le casse della Sigla.

I reati di autoriciclaggio
L’indagine ha inoltre fatto emergere delle presunte responsabilità in merito al reato di autoriciclaggio per un valore stimato in circa 62mila euro.
Secondo gli inquirenti, per ostacolare l’identificazione della provenienza della somma sottratta, l’ex sindacalista avrebbe reimpiegato ingenti somme di denaro stipulando polizze assicurative ed effettuando investimenti in società di cartolarizzazione finanziaria.
Per scongiurare il pericolo imminente di dispersione del patrimonio e tutelare le parti offese, l’Autorità Giudiziaria ha quindi disposto il sequestro preventivo d’urgenza per equivalente dei titoli e dei prodotti finanziari sottoscritti dall’indagato.

Complicità e perquisizioni
Nel corso degli accertamenti contabili, e sempre secondo gli investigatori, emergerebbe anche la presunta responsabilità, in concorso, sempre per appropriazione indebita, dell’allora contabile della camera sindacale e di un familiare dell’indagato, anch’esso sindacalista.
A questi ultimi sono state contestate condotte illecite per quasi 30mila euro, maturate tramite bonifici giustificati come rimborsi chilometrici e assegni bancari presi dal conto dell’ente.
Gli agenti stanno eseguendo perquisizioni domiciliari nella sede del sindacato e presso i domicili degli indagati per reperire ulteriore documentazione contabile.




























