Le organizzazioni sindacali del comparto sanità hanno espresso rammarico per la decisione della struttura commissariale, che il 30 luglio ha convocato esclusivamente Unimpresa Sanità, nonostante la richiesta fosse stata presentata congiuntamente con Fials. Inizialmente si era evitato di sollevare proteste formali, confidando nell’esito positivo dell’incontro e nelle comunicazioni che annunciavano lo sblocco della situazione. Tuttavia, a distanza di quasi due mesi dalla riunione, nulla è cambiato.
Le aziende a rischio
Su sollecitazione dei lavoratori della sanità convenzionata, le Rsa aziendali si sono riunite oggi con la partecipazione del Segretario Organizzativo Regionale Fials.
Al centro del confronto, la difficile condizione delle aziende del settore, dovuta ai mancati pagamenti da parte della Regione Calabria per le prestazioni Apa-Pac.
Particolarmente colpite le strutture che offrono servizi ambulatoriali di chirurgia oculistica, ora tra le più in difficoltà. Il rischio concreto è il peggioramento dei già gravi ritardi nelle liste d’attesa per questa specialità.

La protesta sindacale
Già il 29 maggio scorso, le sigle sindacali avevano indirizzato una protesta all’ex Presidente regionale e Commissario alla sanità, Roberto Occhiuto, chiedendo un incontro urgente per rappresentare la crisi profonda delle strutture convenzionate e dei lavoratori.
Ad oggi, però, nessuna risposta è pervenuta: «Solo silenzio. Un silenzio assordante che pesa come un macigno sulla pelle di chi ogni giorno garantisce assistenza sanitaria ai cittadini calabresi», commentano i rappresentanti.
Il rischio migrazione
La situazione, resa insostenibile dall’inerzia istituzionale, mette a rischio la continuità delle prestazioni: «Il rischio concreto è che a breve vengano meno servizi fondamentali, costringendo pazienti a migrare in altre regioni e generando un costo annuo superiore ai 300 milioni di euro».
Alla luce dell’emergenza, i lavoratori hanno dato mandato alle proprie rappresentanze di attivare lo stato di agitazione, con una comunicazione urgente al Prefetto di Cosenza per avviare le procedure di conciliazione.
Le Sigle chiedono una convocazione immediata della struttura commissariale, auspicando una rapida soluzione della vertenza.




























