Pagamenti sospetti e soldi spariti dal Comune: undici indagati

in Cronacaprovincia di Vibo Valentia
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Una fitta rete di mandati di pagamento che avrebbero drenato per anni le casse del Comune di Vazzano, nelle Serre vibonesi, sottraendo fondi destinati alla collettività. Tutto è iniziato nell’ottobre del 2024, quando alcuni amministratori locali si sono accorti di alcune incongruenze nei flussi finanziari dell’ente segnalandole ai Carabinieri. I militari, insieme alla Procura di Vibo Valentia, hanno immediatamente avviato gli accertamenti riscontrando anche delle anomalie tra i destinatari ufficiali dei pagamenti e gli effettivi beneficiari del denaro. I primi controlli hanno fatto scattare subito un iniziale sequestro preventivo per oltre 200mila euro nei confronti dei primi sospettati.

L’uomo chiave dell’indagine

Per fare piena luce su questo scenario, la magistratura ha esteso il raggio delle indagini coinvolgendo il Nucleo Pef della Guardia di Finanza che ha passato al setaccio la contabilità pubblica di dieci anni, dal 2015 e il 2025, individuando ben 228 mandati di pagamento che ritenuti privi di qualsiasi titolo creditorio.

Al centro del meccanismo si sospetta vi sia il responsabile dell’area Affari Generali del Comune, rimasto in servizio fino al gennaio 2022 e poi trattenutosi come collaboratore fino all’ottobre 2024.

Secondo gli investigatori, sfruttando la sua posizione e una smart card rilasciata dal tesoriere comunale, avrebbe gestito in totale autonomia le procedure di liquidazione, muovendosi come l’unico dipendente in grado di operare sui sistemi informatici contabili.

Gli altri presunti complici

L’ex dipendente pubblico, accusato ora di peculato, avrebbe sottratto autonomamente 179mila euro, ed altri 283mila insieme ad altre dieci persone tra cui imprenditori, professionisti e rappresentanti di associazioni locali.

Il denaro pubblico sarebbe confluito a volte direttamente sui conti dell’impiegato all’insaputa dei terzi, in altri casi vi sarebbe stata una vera e propria spartizione tra di loro.

Oggi, così, il sequestro che ha bloccato conti correnti, immobili e beni mobili registrati per un valore complessivo di oltre 462mila euro nei confronti degli undici indagati.

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