L’autonomia del Parco Archeologico di Crotone e Sibari si conferma una delle esperienze più significative nel panorama della valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Un percorso che ha prodotto risultati concreti, trasformando i luoghi simbolo della Magna Grecia in poli dinamici e capaci di generare sviluppo. “Da Capo Colonna a Le Castella, fino al rinnovato Museo Archeologico Nazionale di Crotone, gli interventi di riqualificazione e rigenerazione hanno restituito centralità a siti di straordinario valore storico e archeologico” spiega in una nota stampa Santo Vazzano, presidente del Consorzio Jobel di Crotone ed evidenziando che “i dati confermano l’efficacia di questa strategia: il numero dei visitatori è cresciuto in maniera significativa”.

I musei rinnovati
Tra i traguardi principali, Vazzano ricorda come figuri il Museo Archeologico di Capo Colonna, oggi considerato un’eccellenza nazionale.
“Il nuovo allestimento, caratterizzato da soluzioni innovative e da elevati standard di accessibilità e fruibilità, rappresenta un modello di museo contemporaneo” sottolinea la nota.
Anche il Museo Archeologico Nazionale di Crotone vive un profondo rinnovamento destinato a rafforzarne il ruolo nel Mezzogiorno. “Determinante è stata la guida della Direzione del Parco archeologico, diretta da Filippo Demma, che ha saputo imprimere una visione strategica fondata su qualità scientifica, innovazione gestionale e apertura al territorio”. Un lavoro che ha richiamato le visite del Ministro della Cultura e del Direttore Generale Musei.

Inclusione e futuro
Vazzano evidenzia come un tassello chiave sia anche la collaborazione speciale pubblico-privato stretta proprio con il Consorzio Jobel, divenuta un modello virtuoso studiato da atenei italiani e stranieri.
“Grande impatto ha avuto inoltre il lavoro dedicato ai servizi educativi e alla didattica, che ha coinvolto migliaia di studenti, famiglie e visitatori” evidenzia la nota.
Le iniziative per le Domeniche al Museo hanno registrato una costante e ampia partecipazione. “L’esperienza del Parco archeologico di Crotone e Sibari dimostra come l’autonomia gestionale, quando accompagnata da competenza, progettualità e capacità di fare rete, possa tradursi in uno straordinario motore di rigenerazione” conclude Vazzano.




























