Si è conclusa la sezione Fuoriluogo della settima edizione del Balenando in Burrasca Festival con la messa in scena de “Le buttane non esistono”, un monologo di Leonardo Mercadante e Davide Colnaghi interpretato da Luca D’Arrigo. Lo spettacolo, ospitato nell’Arena del lungomare di Pellaro, ha utilizzato l’ironia per smascherare i paradossi del patriarcato e degli stereotipi culturali.
Un Menelao tragicomico e fragile
Al centro della scena c’è Menelao, il re di Sparta del mito greco, qui reinventato come un uomo fragile e tragicomico. Vestendo i panni, letteralmente, di Elena e raccontando la storia da un baule, il protagonista si rivela schiacciato tra l’immagine imposta dalla società di “maschio alfa” e la sua sofferenza interiore per essere stato lasciato dalla moglie.
Gli autori, Mercadante e Colnaghi, hanno voluto prendere di mira la “maschilità fragile”, ridicolizzando il sistema patriarcale che, attraverso miti e leggende, finisce per giustificare la violenza di genere. L’uomo che aveva tutto viene così banalizzato, trasformato in un filosofo improvvisato, incapace di ribaltare i ruoli che lo intrappolano tra il desiderio di vendetta e la rabbia per un amore mai avuto.
Un finale tra riflessione e impegno sociale
L’attore Luca D’Arrigo, formatosi tra Messina e l’Ert – Teatro Nazionale, ha coinvolto il pubblico con domande e provocazioni, stimolando sorrisi e riflessioni. Lo spettacolo non si è limitato al mito, ma ha avuto un finale di forte impegno sociale: D’Arrigo ha esposto la bandiera della Palestina, lasciando un chiaro invito a non restare indifferenti alle questioni globali.
Bilancio positivo per il Festival Fuoriluogo
La settima edizione di Balenando in Burrasca – Fuoriluogo, organizzata dall’associazione Adexo Aps e promossa dalla Città di Reggio Calabria, ha trasformato l’Arena di Pellaro in uno spazio di contaminazioni artistiche.
I direttori del festival, Katia Colica e Antonio Aprile, hanno espresso grande soddisfazione. Colica ha parlato di una “scommessa vinta in questa periferia bellissima” grazie alla presenza numerosa del pubblico. Aprile ha sottolineato: “È stata una lunga maratona teatrale fatta di spettacoli, musica, contaminazioni artistiche. Siamo molto contenti del risultato e della sinergia con artisti così differenti.”
Anche l’autore Leonardo Mercadante ha elogiato il lavoro del festival: “Uno degli obiettivi più importanti del teatro contemporaneo è proprio scardinare l’idea di periferia, e Katia e Antonio stanno facendo un lavoro straordinario.” Il festival continua ora con gli ultimi laboratori, ma le domande sollevate dallo spettacolo, sulla condizione umana e i ruoli sociali, rimangono vive, confermando il ruolo essenziale del teatro per la crescita civile.




























