L’ombra del patriarcato nei sistemi criminali è al centro di un importante momento di riflessione pubblica. Venerdì prossimo, 6 marzo, alle 17, l’Access Point di Roghudi ospiterà la presentazione del libro “Predatori. Sesso e violenza nelle mafie” scritto da Celeste Costantino. L’incontro punta a scardinare i tabù che ancora circondano il legame tra la cultura del dominio maschile e le strutture del potere mafioso.

Un’analisi necessaria
Il volume di Costantino, vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, propone una chiave di lettura coraggiosa che intreccia l’analisi femminista allo studio delle dinamiche criminali.
L’obiettivo è smascherare la retorica dell’onore, rivelando come il controllo sul corpo delle donne e i meccanismi di oppressione familiare siano pilastri fondamentali della gestione del potere nelle mafie.
L’iniziativa vuole offrire alla cittadinanza uno spazio di confronto su temi spesso ignorati dal dibattito pubblico tradizionale, evidenziando le fragilità interne a questi sistemi.
Voci a confronto
La serata si aprirà con i saluti dei sindaci Pierpaolo Zavettieri di Roghudi e Annunziato Nastasi di Melito Porto Salvo. Il dibattito, moderato dalla giornalista Anna Foti, vedrà la partecipazione di figure di spicco della magistratura e dell’associazionismo.
Interverranno Marizia Currao, sostituta procuratrice presso il tribunale di Reggio Calabria, e Roberto Di Palma, procuratore della repubblica presso il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria.
Saranno presenti anche Francesca Stillittano, presidente Ondif, Michela Calabrò di Arcigay, Francesca Mallamaci del centro antiviolenza Angela Morabito, Domenico Nasone di Libera e Tonino Nunnari del Forum Terzo Settore.

Impegno per il territorio
L’evento rappresenta una tappa fondamentale di un percorso di formazione civile volto a rafforzare la consapevolezza collettiva. Promosso dalle realtà associative locali, l’appuntamento nasce dalla volontà di creare una rete solida tra istituzioni e comunità.
Il sostegno del Comune di Roghudi sottolinea l’importanza di trasformare la cultura del territorio attraverso il dialogo e la giustizia sociale, rendendo questo incontro una vera occasione di riscatto civile per tutta la popolazione.




























