L’avvio della petizione popolare promossa dal neonato Presidio permanente per la tutela ed il rilancio della sanità lametina ha fatto registrare numeri significativi nonostante le condizioni meteo avverse. In poco più di due ore sono state raccolte circa 250 firme, un risultato che impone alcune riflessioni profonde sullo stato dei servizi nel territorio.

Oltre le ideologie
La prima considerazione riguarda la risposta immediata dei cittadini all’appello del presidio, a dimostrazione di come la crisi della sanità locale sia ormai percepita come prossima al definitivo collasso.
Un dato fondamentale emerso durante la giornata è la terzietà del problema sanitario rispetto alle vecchie logiche di contrapposizione ideologica.
Spesso, in passato, questo tema è stato affrontato in teatri di visibilità gelosi, dove fronti opposti proponevano soluzioni identiche senza mai trovare una sintesi.
Oggi lo scenario sembra cambiato: l’isola pedonale di Corso Nicotera è diventata il luogo di un’unione reale. Nei prossimi giorni la mobilitazione si sposterà nelle aree mercatali di Sambiase, Nicastro e Sant’Eufemia, portando avanti un’azione che non prevede attori principali o comprimari.
Il presidio Nicola Malerba
Il gruppo, composto da diverse identità associative, è determinato a scrivere un copione unitario per dare un assetto permanente a questa iniziativa.
Il presidio è stato intitolato alla memoria di Nicola Malerba, vittima dell’approssimazione del servizio di emergenza urgenza.
L’obiettivo è rifiutare la frammentazione per accogliere lo smarrimento di chi, lasciato solo di fronte alla carenza di servizi pubblici, si ritrova costretto a scegliere tra la rassegnazione e la costosa sanità privata.

Al centro il diritto alla cura
Al centro della protesta vi è la denuncia di un palese diniego dei principi fondamentali del nostro ordinamento. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, recita l’articolo 32 della Costituzione, un pilastro che i promotori della petizione considerano violato quotidianamente.
La mobilitazione promette di non fermarsi, mossa dalla convinzione che sia proprio la carta costituzionale a imporre questa battaglia di civiltà per il rilancio degli ospedali e dei servizi territoriali.




























