Pnrr e Pnc, Corte dei Conti: progetti in linea con obiettivi, ma c’è rischio incompiute

in Attualitàprovincia di Calabria
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L’Italia corre per rispettare i patti con l’Europa e il 2025 si chiude con un bilancio che lascia spazio a un moderato ottimismo, pur senza nascondere alcune ombre. La Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti ha messo sotto la lente d’ingrandimento 34 misure del Pnrr e 4 programmi del Pnc, approvando la relazione con la Delibera 46 del 2026. I magistrati contabili hanno analizzato un volume di risorse impressionante, circa 87,78 miliardi di euro, che rappresenta quasi il 40% dell’intero piano. Il verdetto dice che siamo sostanzialmente in linea con gli obiettivi, ma il cammino verso il traguardo finale richiede ancora uno sforzo di accelerazione per evitare di lasciare opere incompiute lungo la strada.

Luci sulla tecnologia

Il settore che brilla maggiormente nel rapporto della magistratura contabile è quello legato alla digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Qui i progressi registrati sono addirittura superiori ai traguardi programmati, dimostrando una capacità di adattamento tecnologico del sistema paese che supera le aspettative iniziali.

Anche la sanità mostra segnali positivi: le Case della comunità e gli Ospedali di comunità marciano secondo i target previsti, rispettando i tempi di consegna.

Tuttavia, anche in questo ambito non mancano le sfide, specialmente per quanto riguarda l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale degli ospedali, dove i giudici contabili sollecitano una maggiore velocità d’esecuzione.

Nodi tra ambiente e strade

Le note dolenti arrivano dai settori legati all’ambiente e alle infrastrutture. Nonostante le rimodulazioni approvate negli anni scorsi, persistono difficoltà attuative che frenano la realizzazione di opere strategiche.

Per la mobilità sostenibile, in particolare, la Corte dei conti lancia un allarme concreto: il ridimensionamento di alcuni interventi potrebbe portare al rischio di avere infrastrutture non completate.

Anche per il Pnc, sebbene la maggior parte dei cantieri risulti avviata, le governance troppo articolate e la presenza di troppi soggetti attuatori rendono necessari nuovi cronoprogrammi per non perdere i finanziamenti.

Sfide per il futuro

Le modifiche apportate al piano a partire dal 2023 hanno reso l’attuazione più realistica, ma i magistrati avvertono che le continue correzioni rischiano di snaturare l’impostazione iniziale delle misure.

In vista della fase conclusiva, l’appello della Corte dei Conti è chiaro: bisogna velocizzare gli interventi ancora in corso. Non basta però costruire, occorre garantire che le infrastrutture e i servizi siano sostenibili nel tempo.

La sfida finale non sarà solo spendere i fondi, ma adottare strumenti capaci di misurare i benefici reali che queste opere porteranno concretamente alla vita quotidiana della collettività.

> QUI La delibera completa

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