Ponte Stretto, Veronese (Sì): “infrastruttura speranza di riscatto del sud”

in Infrastruttureprovincia di Calabria
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L’annuncio del Ministro Matteo Salvini sulla posa imminente della prima pietra per il Ponte sullo Stretto “riaccende la speranza di un riscatto per il Sud. Questo evento, più che un’azione simbolica, segna un momento storico per l’Italia, un’occasione per costruire, unire e creare sviluppo. Nonostante ciò, come spesso accade, le voci contrarie cercano di ostacolare questo progresso, sollevando critiche che, seppur legittime nei toni, appaiono vuote nei contenuti”.

Le accuse dei movimenti

È quanto afferma il Presidente di Amici del Ponte, Simone Veronese che commenta anche la recente manifestazione del movimento No Ponte, a Villa San Giovanni

Per Veronese, avrebbe “messo in luce una serie di accuse, in particolare quella di “devastazione ambientale”. Tuttavia, queste critiche sembrano ignorare questioni ben più urgenti e concrete. Ad esempio, non si parla del fatto che la maggior parte delle spiagge del comune di Reggio Calabria sono inquinate e interdette alla balneazione a causa di un sistema di depurazione inefficiente. Ci si chiede dove siano le battaglie di questi movimenti su temi così fondamentali per la salute dei cittadini e l’ambiente locale”.

Le priorità mancate

Pe il presidente di Amici del Ponte, “le contraddizioni dei movimenti contrari al Ponte non si limitano all’ambiente. Le loro denunce non sembrano riguardare le colate di cemento che deturpano le grandi città, spesso governate da chi oggi si oppone al Ponte”.

“Allo stesso modo – insiste – non si indignano per l’abusivismo edilizio, l’abbandono delle periferie o la chiusura delle scuole per mancanza di manutenzione. Sembra che le loro proteste siano selettive, focalizzate su un’unica opera, ignorando problemi che affliggono quotidianamente la vita dei cittadini”.

Un’opportunità di sviluppo

“Il Ponte sullo Stretto – sbotta ancora Veronese – non è un mostro ambientale, ma un’infrastruttura moderna ed ecocompatibile. È il punto di unione tra l’alta velocità e la mobilità sostenibile, un’opportunità di crescita per il lavoro, il turismo e l’economia. Secondo esperti e dati, l’opera porterà un abbattimento dei costi logistici e renderà più efficienti i trasporti, attirando milioni di visitatori”.

“Soprattutto, si stima che creerà oltre 120.000 posti di lavoro, tra diretti e indiretti. Non è quindi solo una questione di cemento e acciaio, ma una vera e propria chance di dignità e sviluppo per un territorio che ne ha un disperato bisogno”, insiste.

Dal reddito al lavoro

Secondo Veronese, poi, l’opposizione al Ponte, incarnata anche da Pasquale Tridico, neo candidato governatore alle prossime Regionali “sembra rispecchiare una mentalità orientata all’assistenzialismo. Il Ponte sullo Stretto, invece, rappresenta l’esatto contrario del reddito di cittadinanza. Mentre quest’ultimo ha alimentato la dipendenza e una cultura della lamentela, il Ponte simboleggia il lavoro, l’impresa e la dignità”.

“Chi si oppone a questa opera, sostenendo politiche assistenzialiste, si schiera contro lo sviluppo e l’occupazione. Chi, come il Ministro Salvini, sostiene il progetto, sta invece scrivendo una pagina di storia. La posa della prima pietra non sarà solo l’inizio dei lavori, ma il simbolo della fine di un’era basata sull’assistenzialismo e l’inizio di un nuovo, produttivo, Mezzogiorno”, conclude.

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