Il via libera definitivo è arrivato nel pomeriggio a Palazzo Chigi: il governo guidato da Giorgia Meloni ha ufficialmente licenziato il decreto legge riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina, ma – dopo il confronto col presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha fatto con una versione profondamente riveduta rispetto alle bozze iniziali.
La Corte dei Conte
Il Consiglio dei Ministri ha dunque approvato il testo con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni, operando però una netta cancellazione di quelle norme che avevano sollevato dubbi e perplessità.
Il punto più dibattuto riguardava il ruolo della Corte dei Conti. In una prima versione del decreto era presente una disposizione che riduceva i poteri di controllo dei giudici contabili sugli atti del Cipess, un passaggio ritenuto fondamentale per sbloccare l’iter del collegamento tra Calabria e Sicilia.
Questa norma è stata ufficialmente messa alla porta. Cade quindi ogni riferimento allo scudo sulla responsabilità contabile, segnando una vittoria della linea del rigore e della trasparenza.

Niente commissario
Un’altra novità sostanziale riguarda l’archiviazione della nomina di Pietro Ciucci come commissario straordinario dell’opera.
L’attuale amministratore delegato della società Stretto di Messina Spa avrebbe dovuto gestire i rapporti con la magistratura contabile e il coordinamento con le istituzioni europee.
Tuttavia, il decreto aggiornato non prevede più questa figura preferendo puntare su un cambio di strategia, affidando invece il ruolo di commissario per le opere ferroviarie complementari ad Aldo Isi, amministratore delegato di Rfi.

Il ruolo del Ministero
In questo nuovo scenario, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti assume una centralità assoluta. Sarà il dicastero guidato da Matteo Salvini a curare gli adempimenti istruttori necessari per la nuova delibera del Cipess, agendo in costante coordinamento con la Presidenza del Consiglio.
Proprio il leader della lega e Vicepremier nelle ore precedenti aveva negato l’intenzione di limitare i poteri della magistratura, spianando la strada alla riscrittura dell’articolo contestato.
Il dialogo con l’Europa
Sarà sempre il Mit a gestire poi il delicato confronto con Bruxelles per garantire che il progetto sia pienamente compatibile con le norme europee.
Il testo chiarisce che il ministero si farà carico di rispondere alle richieste dei giudici contabili e di avviare tutte le attività preliminari ai cantieri, mantenendo saldo il perimetro della legittimità.




























