Vertenza Telecontact, Prc chiede chiarezza e trasparenza per il futuro dei lavoratori

in Politicaprovincia di Calabria
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Il Partito della Rifondazione Comunista interviene con fermezza nella delicata vertenza che riguarda i lavoratori di Telecontact Center, la società controllata interamente da TIM. L’oggetto della controversia è la cessione del ramo d’azienda a Dna Srl, una società di nuova costituzione, operazione che il PRC, in linea con le preoccupazioni sindacali, definisce un’esternalizzazione mascherata che mette a rischio il futuro di circa 1600 persone in Italia, di cui circa 500 solo in Calabria.

La crisi del mondo del lavoro

Il comunicato del PRC inquadra la vertenza Telecontact in un contesto più ampio di crisi del mondo del lavoro. Si denuncia una politica ventennale che, a colpi di “picconate” ai diritti e con un liberismo sfrenato, ha lasciato spazio a ristrutturazioni e cessioni aziendali che colpiscono l’anello più debole: i lavoratori. “Il mondo del lavoro non gode di buona salute. Decenni trascorsi a colpire con picconate i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e a dare campo libero a un liberismo sfrenato…”.

Il rischio occupazionale

La cessione del ramo d’azienda da parte di Tim a Dna Srl è vista dal Prc come un’operazione priva di solide garanzie per il futuro occupazionale e contrattuale.

Lavoratori coinvolti: Circa 1600 in Italia, con sedi storiche come Catanzaro (circa 500), Caltanissetta, Napoli e altre.

La nuova società: Dna Srl, che subentrerebbe nella gestione, è criticata per essere una società a responsabilità limitata con un capitale sociale di soli 10.000 euro, giudicata insufficiente a garantire prospettive di lungo termine.

Il rischio: l’operazione è percepita come una mossa per scaricare fuori dal perimetro del Gruppo Tim quasi 1600 addetti, compromettendo la continuità e la qualità del servizio stesso.

Le preoccupazioni

Il Partito della Rifondazione Comunista sostiene le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindacati, unendosi alla mobilitazione generale che ha portato alla proclamazione dello sciopero.

Il Prc chiede con forza: chiarezza e trasparenza ulla reale natura dell’operazione e sulle motivazioni della cessione. Ritiro della procedura: l’obiettivo primario è scongiurare l’espulsione dei lavoratori dal perimetro di Tim.

Piano solido: l’esigenza di un piano industriale che garantisca il rispetto delle garanzie occupazionali e contrattuali per tutti i dipendenti coinvolti.

Il Prc si impegna a sostenere lo sciopero indetto per il prossimo 17 novembre, affinché la politica e le istituzioni intervengano per tutelare i posti di lavoro e valutare l’operazione anche sotto il profilo tecnico-giuridico, specialmente in presenza di fondi pubblici e commesse future dall’esito imprevedibile.

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