Predatori, sesso e violenza: Costantino svela i falsi miti sulle mafie

in Tempo liberoprovincia di Reggio Calabria
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Le porte dell’Auditorium Angelo Frammartino di Caulonia si apriranno mercoledì prossimo, 6 maggio, alle 18:30, per affrontare un viaggio necessario tra le pieghe più buie della criminalità organizzata. Al centro dell’incontro c’è la presentazione del libro Predatori. Sesso e violenza nelle mafie, scritto da Celeste Costantino ed edito da Fandango Libri. Un atto di denuncia che scardina il falso mito dell’onore, rivelando come lo stupro, la pedofilia e il controllo dei corpi siano strumenti strutturali del potere mafioso. Un appuntamento che assume una carica emotiva fortissima, celebrandosi nel decennale della scomparsa di Maria Chindamo, donna simbolo della resistenza a un sistema di sopraffazione.

Un libro che rompe il silenzio

L’opera di Celeste Costantino, arricchita dalla prefazione di Antonio Nicaso, analizza come la cultura patriarcale si intrecci indissolubilmente con le dinamiche di dominio delle cosche.

Attraverso atti giudiziari e testimonianze, l’autrice dimostra che la violenza di genere non è un fatto privato, ma un pilastro dei sistemi criminali. Individuare queste pratiche significa colpire le mafie nel loro punto più vulnerabile.

La memoria di Maria Chindamo vive tra queste pagine, ricordando a tutti che il silenzio e l’impunità sono i primi nemici da abbattere.

Voci autorevoli a confronto

Il dibattito, moderato da Carmen Bagalà, vedrà la partecipazione dell’autrice, già parlamentare e figura di spicco nella lotta alla violenza sulle donne, e di Giuseppe Borrelli, Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria.

La presenza di Borrelli garantisce uno sguardo tecnico e profondo sulle indagini che ogni giorno cercano di smantellare queste reti di coercizione.

L’iniziativa gode del supporto di una vasta rete che comprende la Fondazione Una Nessuna Centomila, la Caritas di Locri-Gerace, Libera Locride e l’Associazione Don Milani.

> Giuseppe Borrelli

L’impegno del territorio

Il sindaco Francesco Cagliuso ha definito l’evento un dovere civico, ribadendo che l’impegno antimafia non può essere separato dalla lotta al patriarcato.

Anche l’assessore alla cultura Giovanni Maiolo, legato da anni di militanza e stima professionale a Celeste Costantino, ha espresso orgoglio per una serata che promette di scuotere le coscienze.

“Ascoltare queste storie significa scegliere da che parte stare”, ha dichiarato Maiolo, invitando l’intera cittadinanza di Caulonia a partecipare per trasformare la cultura in un’arma di riscatto e legalità.

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