Processo “Overture”. Pene rideterminate e assoluzioni “eccellenti”

in Cronacaprovincia di Cosenza
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Si è chiuso il processo di secondo grado per gli imputati coinvolti nell’operazione Overture, l’inchiesta che ha fatto luce su una fitta rete di estorsioni, danneggiamenti e intimidazioni tra Cosenza e il suo hinterland. Gli investigatori hanno ricostruito come la criminalità locale avesse esteso i propri interessi su importanti appalti pubblici, tra cui l’ampliamento dell’ospedale Annunziata, l’ammodernamento dell’illuminazione al campus Unical di Rende e il restauro del Convento di San Francesco di Paola a Spezzano della Sila.

Il patto della “bacinella”

Le indagini fanno ritenere di aver delineato l’esistenza di un gruppo criminale guidato da Alfonsino Falbo, inserito in un contesto di pax mafiosa tra i vari clan della città.

Questo accordo di non belligeranza prevedeva una gestione organizzata delle attività illecite, dallo spaccio di droga fino alla spartizione delle zone per taglieggiare le imprese.

I proventi venivano poi fatti confluire in una bacinella comune, una sorta di cassa condivisa alimentata dalle rate versate per ogni attività delittuosa compiuta sul territorio.

Le decisioni dei giudici

La Corte d’Appello di Catanzaro ha dunque rideterminato diverse pene e pronunciato alcune assoluzioni eccellenti. Tra i condannati spiccano Alfonsino Falbo, a cui sono stati inflitti 17 anni e 6 mesi, e Riccardo Gaglianese, con una condanna rideterminata a 15 anni e 6 mesi.

Significative anche le pene per Massimo Imbrogno, 12 anni e 2 mesi; e Vincenzo Laurato, 10 anni e 8 mesi. Per quanto riguarda le posizioni minori, Vittorio Imbrogno si è visto infliggere 2 anni e 8 mesi, mentre Francesco Amendola è stato condannato a 1 anno e 6 mesi.

Per altri imputati, come Claudio Altomare, Alessandro Esposito e Francesco Le Piane, è stato dichiarato il non doversi procedere per specifici capi d’accusa.

Assoluzioni e rideterminazioni

Il processo ha visto anche l’uscita di scena di alcuni indagati: Bruno Dimitri e Alfredo Fusaro sono stati infatti assolti dalle accuse. Altre condanne sono state riviste al ribasso, come nel caso di Pietro Mazzei, sceso a 3 anni, e Ottavio Mignolo, a 1 anno 4 mesi e 20 giorni, entrambi assolti per un singolo capo di imputazione.

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