La Segreteria provinciale di Cosenza e il circolo area urbana Cosenza-Rende del Partito della Rifondazione Comunista denunciano con fermezza la recente mossa del Consiglio Comunale di Rende, che, convocato con un’urgenza definita “eccessiva e antidemocratica”, ha adottato all’unanimità un ordine del giorno sulla “Realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza” (a Rende!).
La forzatura e l’Inail
L’atto, nelle sue forme e nei tempi, viene definito “paradossale e di una gravità sconcertante”, poiché sembra voler forzare la mano su una questione sanitaria vitale per l’intera area urbana e provinciale, compromettendo la trasparenza e il confronto democratico.
L’accelerazione improvvisa del Comune di Rende desta profonda preoccupazione. Il Partito della Rifondazione Comunista solleva interrogativi sul finanziamento INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro): se le decisioni precedenti ne prevedevano la costruzione a Cosenza, nell’area di Vagliolise, in che modo i fondi INAIL potrebbero ora finanziare un ospedale a Rende?
Questa mossa si inserisce in un quadro di “inaspettata convergenza politica” tra esponenti come Occhiuto, Principe, Bilotti e Ghionna, sostenuta dall’uscente rettore dell’Unical. Tale convergenza, avvertono i firmatari, rischia di generare un preoccupante caos politico e istituzionale, rallentando o addirittura compromettendo sia la realizzazione dell’Hub ospedaliero di Cosenza sia quella del futuro Policlinico universitario.
La vera emergenza
Mentre il dibattito si arena in polemiche campanilistiche tra le sponde del Campagnano, la realtà è che l’attuale Ospedale dell’Annunziata soffre di gravissime criticità strutturali: posti letto insufficienti, spazi angusti e inadeguati, e standard di sicurezza non garantiti.
La realizzazione di un nuovo Hub ospedaliero a Cosenza – come previsto dagli accordi e per elementari principi di pianificazione – resta una necessità urgente e non più rinviabile. La localizzazione a Vagliolise, baricentrica e ben servita dai trasporti, rappresenterebbe inoltre un’occasione di riqualificazione per un quartiere trascurato. “L’alternativa tra nuovo ospedale cittadino e la costruzione di un policlinico universitario ad Arcavacata è chiaramente una finta alternativa”, dichiara la Segreteria provinciale. Le due strutture risponderebbero a funzioni diverse e complementari e dovrebbero attingere a canali di finanziamento distinti.
Le cattedrali nel deserto
Il documento critica duramente l’approccio che privilegia la costruzione di nuovi edifici senza affrontare le carenze sistemiche. “Un qualsiasi nuovo ospedale […] non potrà risolvere le carenze del sistema se non sarà accompagnato da un piano di assunzioni stabile e strutturale: senza medici e operatori adeguati, si rischia di continuare a costruire solo cattedrali nel deserto.”
La salute dei calabresi e delle calabresi non può essere subordinata a tatticismi politici o a interessi estranei al bene collettivo. I cittadini chiedono l’Hub ospedaliero a Cosenza, il policlinico ad Arcavacata, ma soprattutto una sanità territoriale efficace: case della cura, consultori e strutture sanitarie ben presidiate su tutto il territorio.
Rifondazione Comunista respinge decisioni sanitarie prive di un reale confronto democratico, denunciando il “famigerato metodo Occhiuto” e dei suoi alleati, basato sulla forzatura e sulla prepotenza istituzionale, un metodo che sta creando solo problemi nella vita dei calabresi.
Si richiede trasparenza, sinergia e cooperazione tra i territori per costruire finalmente una sanità calabrese equa, efficiente e degna.




























