Il Codacons di Reggio Calabria, ha presentato una denuncia formale alla Procura Europea (Eppo), all’Olaf, alla Commissione Bilancio del Parlamento Ue, al Ministro della Giustizia e all’Ispettorato ministeriale. Motivo: un presunto grave caso di spreco e possibile frode su fondi strutturali europei, “tra i più documentati in Calabria”.
Tutto inizia ad agosto 2025, quando due esposti di dipendenti non vengono registrati dal Delegato Eppo locale. Solo dopo aver coinvolto la sede centrale a Lussemburgo, emerge che un fascicolo è passato alla Procura di Reggio Calabria perché “non riguardava fondi Ue”.
Su ulteriore pressione, il primo procedimento finisce iscritto al modello 45, registro per “pseudo-notizie di reato”, nonostante violazioni di norme europee e nazionali.

Il Codacons contesta l’operato: secondo gli orientamenti della Cassazione del 19 dicembre 2023 (Riforma Cartabia), gli esposti dovevano essere iscritti subito al modello 21 (autore noto) o 44 (ignoto). La Procura Europea, inoltre, ha il dovere di indagare anche su opere collegate a fondi Ue, senza delegare frettolosamente.
L’associazione chiede indagini urgenti per tutelare gli interessi finanziari europei da irregolarità che, secondo loro, rischiano di passare inosservate.




























