“La sanità pubblica è allo stremo mentre, sotto gli occhi di tutti, si accelera deliberatamente il processo di privatizzazione del diritto alla salute. Non siamo di fronte a scelte casuali o a semplici errori amministrativi, ma a precise responsabilità politiche”.
Il Pubblico lasciato morire
Esordisce così una nota del Circolo “Gullo-Mazzotta” di Cosenza del Partito della Rifondazione Comunista nella quale condanna anche l’operazione “avallata dal Comune bruzio, di fatto in tutte le sue componenti tecniche e politiche, che ha dato il via libera alla realizzazione di un nuovo polo sanitario privato a Vaglio Lise, spalancando le porte all’ulteriore espansione del gruppo iGreco”.
Una scelta che secondo Prc sarebbe “politicamente scellerata e socialmente inaccettabile, che rafforza la sanità privata mentre quella pubblica viene scientemente lasciata morire per carenza di risorse, personale e programmazione”.
L’operazione viende quindi descritta dal Circolo come un l’ennesimo tassello “di una strategia che trasforma la salute in un business e scarica il costo della crisi sanitaria sulle spalle dei cittadini, colpendo soprattutto i settori popolari e le fasce più fragili. Invece di difendere un diritto universale, le istituzioni locali e regionali si fanno cinghia di trasmissione degli interessi privati, svendendo pezzi di sanità pubblica”.

Una grave preoccupazione
Grave e preoccupante, ad avviso del Partito, sarebbe il fatto che questa decisione avverrebbe dopo il trasferimento ad Arcavacata dei fondi originariamente destinati alla nuova struttura ospedaliera Hub di Cosenza, “avvenuto sotto gli occhi di un’amministrazione e di un Consiglio evidentemente incapaci di difendere gli interessi dei cittadini”, denuncia.
“Mentre le procedure per la realizzazione della struttura pubblica – non più Policlinico – procedono scivolose tra ambiguità ed irresponsabilità, emerge con chiarezza una volontà politica precisa: far morire il pubblico per fame a Cosenza, privandolo di personale e finanziamenti, per spianare la strada ai grandi gruppi privati” dicono ancora dal Prc.
Rifondazione Comunista, dunque, si oppone e assicura che si opporrà con determinazione “a questo modello di sanità” che definisce “classista e diseguale”, rivendicando invece investimenti strutturali immediati, assunzioni stabili, una programmazione pubblica trasparente e un sistema sanitario realmente universale.




























