Il settore della sanità privata in Italia e in particolare in Calabria vive un momento di tensione altissima. Al centro della disputa c’è il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro Aiop Rsa e Aris Rsa, che registrano ritardi ormai insostenibili. Per i lavoratori delle strutture sanitarie private il rinnovo manca da otto anni, mentre per chi opera nelle Rsa il blocco dura da ben tredici anni. Questa situazione ha generato una cornice normativa obsoleta e salari inadeguati che non riescono più a coprire il reale costo della vita, penalizzando migliaia di professionisti.
Trattative in stallo
La preoccupazione dei sindacati nasce da uno stallo negoziale considerato difficile da sbloccare. Da una parte, le associazioni datoriali Aris e Aiop subordinano l’apertura del tavolo contrattuale alla copertura totale dei costi da parte delle Regioni.
Dall’altra, sul versante delle residenze sanitarie assistenziali, nonostante l’avvio di alcuni confronti, non si vedono segnali concreti per una chiusura rapida.
Condizioni che comprometterebbero, a detta dei sindacati, i diritti di chi è impegnato giorno e notte nella cura di soggetti fragili, anziani e disabili che necessitano di assistenza medica e riabilitativa continua.

Le Rsa in Calabria
In un territorio come quello calabrese, dove il sistema sociosanitario pubblico presenta storiche carenze, le Rsa svolgono un ruolo di supplenza fondamentale.
Sono strutture extra-ospedaliere essenziali per chi non può essere assistito a domicilio. Proprio per la delicatezza del compito svolto, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl ritengono inaccettabile che non venga riconosciuta la parità di tutele e diritti rispetto ai colleghi del settore pubblico. La valorizzazione del personale è considerata la chiave per garantire servizi di qualità agli assistiti.
La mobilitazione
La situazione ha spinto le segreterie nazionali a proclamare lo stato di agitazione. Anche in Calabria, i segretari generali Alessandra Baldari, Luciana Giordano e Walter Bloise hanno chiesto un intervento deciso delle istituzioni.
La proposta è chiara: gli accreditamenti delle strutture devono essere subordinati all’applicazione di contratti sottoscritti dalle sigle maggiormente rappresentative.
Inoltre, i sindacati hanno invitato Azienda Zero a intensificare i controlli per verificare il rispetto delle norme sul lavoro e il benessere organizzativo, assicurando che la mobilitazione non si fermerà fino al raggiungimento di un rinnovo dignitoso.




























