Nella tarda serata di ieri, si è tenuto un incontro cruciale tra i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Calabria, i segretari regionali Mariaelena Senese (Uil), Gianfranco Trotta (Cgil) e Giuseppe Lavia (Cisl), e il presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto. Al centro del colloquio, svoltosi alla presenza dei dirigenti generali del Dipartimento salute e di Azienda zero, le gravi criticità che continuano a soffocare il sistema sanitario regionale.
Confronto e programmazione
La riunione, che ha visto la partecipazione anche delle federazioni dei pensionati, dei medici e del pubblico impiego, ha confermato l’urgenza di interventi strutturali per una sanità che appare ancora in forte affanno.
Per i sindacati è diventato essenziale avviare un confronto strutturato e permanente, non solo a livello regionale ma anche territoriale, coinvolgendo direttamente le aziende sanitarie e ospedaliere.
Una delle richieste principali avanzate durante il tavolo riguarda l’uscita definitiva dal commissariamento, una condizione che per anni ha acuito i problemi del settore.
Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito la necessità di rinegoziare il piano di rientro dal deficit per allentare i vincoli finanziari asfissianti, sottolineando che “ogni riforma del sistema sanitario regionale dovrà essere oggetto di un confronto preventivo” con le parti sociali.

L’emergenza del personale
Il problema più critico resta la drammatica carenza di personale, con carichi di lavoro diventati ormai insostenibili per chi opera nelle corsie.
La proposta sindacale punta su un piano straordinario di assunzioni per medici e infermieri, accompagnato da misure di welfare aziendale per rendere la Calabria più attrattiva.
Si è parlato di incentivi concreti come alloggi, trasporti e asili per chi sceglie di lavorare nelle aree periferiche o nelle specialistiche scoperte.
Resta inoltre fondamentale procedere con la stabilizzazione dei precari e lo scorrimento delle graduatorie degli idonei per dare ossigeno a reparti in gravissima difficoltà.
Il soccorso e le liste di attesa
Secondo i sindacati, poi, i pronto soccorso, costantemente presi d’assalto, necessitano di indennità dedicate per trattenere il personale e attrarre nuovi professionisti.
Parallelamente, viene è stati sollecitato un piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa, garantendo esami e prestazioni in tempi rapidi e a distanze sostenibili, soprattutto per chi risiede nelle aree interne della regione.
“Sarà essenziale investire in prevenzione, vero snodo per garantire il diritto alla salute ed evitare la cronicizzazione”, hanno affermato i rappresentanti dei lavoratori, evidenziando come la debolezza della medicina del territorio generi un numero eccessivo di accessi impropri nelle strutture d’urgenza.
La medicina del territorio
Sui livelli essenziali di assistenza, la Calabria mostra segnali di miglioramento, ma resta ancora indietro nell’area distrettuale. Per invertire la rotta, è necessario rafforzare i presidi medici di base e potenziare le guardie mediche, utilizzando anche ambulatori mobili per raggiungere le fasce di utenza più deboli.
Un punto chiave sarà l’attivazione effettiva degli Ospedali di comunità e delle Case di comunità, sfruttando il ruolo delle Aft e garantendo il personale necessario al loro funzionamento.
I sindacati si dicono pronti a collaborare con le istituzioni per costruire soluzioni concrete su temi dirimenti come la rete ospedaliera, l’integrazione tra sanitario e sociale e la gestione della sanità privata.




























