Adesioni dal 90% dei lavoratori metalmeccanici al 10% per quelli dei call center, con punte del 100% dei lavoratori precari nei comuni di Luzzo e Malito. Sono questi i dati dell’adesione in Calabria allo sciopero generale proclamato per oggi dalla Cgil. Si tratta, secondo il sindacato, di “una buona adesione in tutti i settori pubblici e privati”. In una nota, il sindacato aggiunge che “i primi dati sono confortanti e indicano il livello di consapevolezza e preoccupazione dell’intero mondo del lavoro, dei giovani e dei pensionati. Con questi risultati tutto il gruppo dirigente della Cgil calabrese si sente fortemente impegnato a portare avanti l’azione di iniziative e di mobilitazione fino a quando non ci saranno risposte adeguate e concrete in grado di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini calabresi e dell’intero Paese”. Si e’ registrata inoltre una partecipazione adeguata con oltre 10.000 presenze alle diverse manifestazioni che si sono tenute nelle province e nei territori della regione: Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Vibo Valentia, Castrovillari, Crotone. Particolarmente partecipate le manifestazioni di Cosenza e Reggio Calabria, con una presenza secondo il sindacato di 2.000 lavoratori a Cosenza e 2.000 lavoratori a Reggio Calabria. “La Cgil della Calabria – e’ scritto ancora nella nota – nel valutare positivamente l’adesione allo sciopero e la partecipazione alle diverse iniziative tenutesi nella regione continuera’ a chiedere al Governo Nazionale di apportare le necessarie modifiche ai provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria”. Nello specifico, le adesioni allo sciopero sono state: il 55% dei lavoratori precari, con adesioni del 100% nei Comuni della Presila, Luzzi e Malito; il 53,4% dei portuali di Gioia Tauro (al primo turno); il 30% universita’ e 21% scuola; 90% nel settore dei metalmeccanici; il 22% dei lavoratori Telecom e il 10% dei call center; 55% dei lavoratori dell’edilizia; il 60% lavoratori dell’agricoltura , il 50% agroalimentare e agroindustria; il 35% nella pubblica amministrazione con punte del 40% nel privato.
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