Un sistema di spaccio ben collaudato e radicato nel territorio del Reventino: l’hanno scoperto e smantellato i carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli che – coordinati dalla Procura di Lamezia Terme – ritengono di aver fatto luce su un’attività organizzata in modo meticoloso. Al centro dell’inchiesta sei soggetti, indagati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti in concorso, ai quali è stato notificato oggi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Codici e messaggi
L’operazione rappresenta un colpo decisivo alla rete criminale che operava nel post pandemia, segnando un punto fermo nell’azione di contrasto avviata dalla Polizia giudiziaria.
Determinante è stato il lavoro di intercettazioni telefoniche e ambientali, affiancate da costanti pedinamenti. Gli indagati utilizzavano un linguaggio volutamente criptico per mascherare la compravendita di metanfetamina, eroina e cocaina.
Le conversazioni erano ridotte all’osso con frasi come “posso venire“ o “sono a Soveria“, a cui seguivano risposte secche come un semplice “ok“.
Questo metodo era studiato per evitare dettagli compromettenti e impedire a orecchie estranee di comprendere la natura dei dialoghi.

Termini insospettabili
Dietro parole apparentemente innocue si nascondeva il catalogo della droga. Espressioni come “sciroppo“, “latte“, “nera“, “bianca“, “compresse“ e persino “palla di Natale“ venivano usate per indicare tipologia e quantità delle sostanze.
Nonostante lo sforzo dei trafficanti di rendere il linguaggio inaccessibile, gli investigatori dell’Arma sono riusciti a decifrare il codice, riconducendo ogni termine al suo reale significato illegale grazie a un’analisi incrociata con i riscontri sul campo.
Lo spaccio a domicilio
Il sistema prevedeva modalità di consegna flessibili, adattandosi alle esigenze degli acquirenti. Gli scambi avvenivano prevalentemente presso le abitazioni degli spacciatori o nelle immediate vicinanze, ma non mancavano le cessioni su strada.
In molti casi è stato documentato un vero e proprio servizio di delivery, con lo stupefacente recapitato direttamente a casa del cliente.
Complessivamente, i servizi di osservazione hanno permesso di documentare circa 50 cessioni, supportate da vari sequestri che hanno fornito prove oggettive alle condotte emerse.




























