Il neo costituito Movimento Politico Italia delle Identità ha espresso una netta contrarietà rispetto al recente piano promosso dall’Aterp Calabria che prevede l’acquisto di alloggi nel comune di Lamezia Terme e nei centri limitrofi da destinare ai residenti dell’insediamento di Scordovillo. Secondo il responsabile provinciale Francesco Materazzo, questa decisione rischierebbe di scavalcare le storiche emergenze locali.
Il rispetto delle regole
Il fulcro della contestazione risiede nella presenza di graduatorie già esistenti che a detta del Movimento rischiano di essere ignorate dalle istituzioni regionali.
Espressi chiaramente i dubbi sulla gestione dei fondi: “Pur riconoscendo la necessità di affrontare e risolvere situazioni di disagio abitativo, riteniamo errato che si proceda all’acquisto di nuove abitazioni quando esistono già centinaia di famiglie del territorio che da anni attendono una casa popolare attraverso le regolari graduatorie”, dice Materazzo, per il quale, se esiste una regolare graduatoria va rispettata e non ci devono essere corsie preferenziali.
I rischi di tensioni sociali
La decisione di estendere la ricerca dei nuovi immobili anche fuori dai confini comunali sta sollevando forti preoccupazioni tra i cittadini.
“Preoccupa la scelta di estendere la ricerca degli immobili nei comuni limitrofi, senza un adeguato coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle comunità interessate”, sottolinea ancora il responsabile provinciale.
Il timore è che l’elusione delle regole stabilite dalle istituzioni possa generare ulteriori disparità tra i residenti, innescando pericolose e inedite tensioni sociali in tutta la zona circostante.
La richiesta all’Aterp
La formazione politica chiede ad Aterp Calabria e alla Regione di rivedere immediatamente il piano investimenti programmato. L’obiettivo deve essere quello di destinare le risorse a tutte le famiglie bisognose, senza alcuna forma di parzialità.
Dal Movimento esigono un percorso alternativo che rimetta al centro la trasparenza e la giustizia sociale: “Qualsiasi altro percorso discriminatorio potrebbe generare disparità”. L’appello finale punta a ristabilire la piena legalità, offrendo risposte concrete a chi aspetta da anni in condizioni precarie.




























