La Sezione Centrale di Controllo sulla Gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti ha approvato (con la Delibera 53/2026/G) la relazione sul Fondo Sicurezza Interna (QUI) relativa al ciclo di programmazione 2014-2020. Il fondo, gestito dal Ministero dell’Interno tramite il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha potuto contare su una dotazione finanziaria complessiva pari a 608 milioni di euro tra quota europea e cofinanziamento nazionale.

I risultati del programma
I magistrati contabili hanno evidenziato una gestione ampiamente positiva e una forte capacità di assorbimento delle risorse, senza alcuna procedura di disimpegno automatico da parte delle autorità europee.
Tra gli indicatori superati spiccano le ore di mediazione linguistica raggiunte al 286% del target, i sistemi a pilotaggio remoto al 100% e i controlli di frontiera sviluppati al 177%.
Le risorse erogate dal programma hanno fornito un sostegno decisivo nelle aree ad elevata pressione migratoria, vedendo la Calabria in prima linea nella gestione degli sbarchi e nel controllo dei confini marittimi.
L’impatto sul territorio
In questo contesto territoriale, gli interventi per la sorveglianza integrata e la protezione delle infrastrutture critiche, realizzati al 200% degli obiettivi, hanno potenziato la capacità operativa delle Forze di Polizia locali.
L’ammodernamento delle strutture del sistema Eurosur, attestate al 160% del valore programmato, e la formazione transfrontaliera hanno garantito un presidio costante lungo le coste della Calabria.
La combinazione tra pattugliamento marittimo, verifiche di sicurezza e servizi di mediazione linguistica ha consentito di affrontare con efficacia le esigenze emergenziali della regione.

I controlli e le prospettive
Il sistema di verifica ha mostrato un livello elevato di capillarità, registrando 109 ispezioni sul posto pari all’85% dei progetti finanziati, un dato ampiamente superiore alla soglia minima del 20%.
Le analisi svolte non hanno rilevato irregolarità sistemiche né segnalazioni da parte dell’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode, confermando il rispetto dei principi di sana gestione finanziaria. L’unica criticità ha riguardato un intervento di mediazione linguistica, prontamente sanato con una rettifica di circa 483mila euro.
La magistratura contabile ha rilevato come “il pieno raggiungimento degli obiettivi costituisca un elemento di garanzia“, raccomandando tuttavia, in vista del ciclo 2021-2027, un’integrazione maggiore delle tematiche ambientali e una selezione ancora più mirata delle future progettualità.





























