La morte di Michele Rago, l’operaio di 23 anni deceduto mentre effettuava un intervento di manutenzione su una pala eolica a Mongrassano, riaccende l’allarme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Calabria.
Secondo la UIL Calabria si tratta del quindicesimo decesso registrato nei primi sei mesi dell’anno. La segretaria generale Mariaelena Senese denuncia la mancanza di interventi concreti dopo gli impegni annunciati nei mesi scorsi e chiede un rafforzamento del sistema di prevenzione, formazione e vigilanza.
Al centro delle richieste del sindacato c’è il rilancio del Comitato Regionale di Coordinamento sulla sicurezza, con un monitoraggio permanente degli infortuni, un confronto costante con gli organi ispettivi e strumenti capaci di verificare la formazione dei lavoratori.
«Non possiamo continuare a contare i morti sul lavoro senza assumere decisioni forti – afferma Senese –. Servono formazione adeguata e controlli capillari per garantire la sicurezza dei lavoratori».
La UIL Calabria sottolinea inoltre che la stagione di investimenti e cantieri prevista sul territorio non può tradursi in un aumento dei rischi per chi lavora e rinnova la propria vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Michele Rago.




























