La quarta edizione della Festa della Solidarietà del Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro avrà come filo conduttore “la cittadinanza attiva”, nel pieno rispetto della tematica che ha ispirato a livello europeo l’anno che sta per concludersi. La mostra itinerante “Sinfonia dal nuovo mondo: un’Europa unita, dall’Atlantico agli Urali”, allestita in occasione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli del 2013, e che della cittadinanza attiva è un’efficace rappresentazione, sarà infatti la fonte di ispirazione per le autorità ed i volontari, che vorranno apportare un proprio qualificante contributo all’interno della quarta edizione della Festa della Solidarietà.
Nell’ampio salone dell’Umberto I – sabato 4 gennaio 2014, a partire dalle 17.30 – verrà così inaugurata la mostra che grazie al CSV di Catanzaro, e con la collaborazione del Comune di Catanzaro – Assessorato alle Politiche Sociali, potra’ essere visitata fino al prossimo 19 gennaio, e che vuole essere una ricognizione sul pensiero dei fondatori dell’Europa, intesa come luogo delle liberta’, dello sviluppo e della pace. “Ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide”: è quello che Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide De Gasperi, Jean Monnet devono aver tenuto caro durante tutto il lungo processo di unificazione europea post-bellico.
Questa apparentemente semplice ed al tempo stesso dirompente considerazione, inaugura il percorso attorno al quale si snoda la mostra stessa, che serve anche ad interrogarsi su cosa è rimasto, oggi, della visione dell’Europa dei padri fondatori, in una fase di profonda crisi economica, ma anche culturale e politica. Quell’intuizione originaria ha prodotto un metodo positivo, una mentalità ed una cultura alla base di politiche che hanno consentito sessantacinque anni di pace e di sviluppo, il più lungè ormai tradizione, la Festa proseguirà con l’assegnazione del premio “Solidarietà” a chi si è distinto per la sua attivita’ di volontario, scene tratte da uno spettacolo teatrale ed un’esibizione musicale, curata dal gruppo folk “I Giamberiani”.































