Il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ha sospeso l’espulsione dal territorio nazionale di un cittadino pakistano condannato per associazione finalizzata al terrorismo internazionale. L’uomo ha scontato l’ultimo periodo della pena nel carcere di Rossano e, dopo la fine della detenzione, era destinatario del provvedimento di allontanamento dall’Italia.
L’appello del detenuto
Per la sua difesa aveva conferito incarico agli avvocati Gianluigi e Alfredo Zicarelli, che hanno presentato appello contro l’ordinanza di espulsione. In precedenza, il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza aveva disposto la misura di sicurezza, ritenendo particolarmente grave il reato per cui era stato condannato dal Tribunale di Genova, sentenza poi divenuta definitiva.
Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe fatto parte di un’associazione denominata “Gruppo Gabar”, che si proponeva di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo, diffondendo tramite i social network contenuti, video e immagini legati anche all’attentato di Parigi del 25 settembre 2020.

Il rischio pena di morte
Nelle motivazioni del provvedimento era stata richiamata anche la pubblicazione di video di armi e di materiali volti a reclutare nuovi aderenti. Il giudice ligure aveva inoltre evidenziato la mancanza di un domicilio stabile in Italia, l’assenza di una concreta opportunità di lavoro e la presenza di altri precedenti penali.
Quello di Catanzaro, però, accogliendo le argomentazioni difensive, ha sospeso l’esecuzione dell’espulsione, rilevando che in Pakistan per i reati di terrorismo è prevista la pena di morte e che le condizioni carcerarie nel Paese risultano estremamente precarie e pericolose per la vita.




























