Taglio alberi a Nardodipace, il sindaco: “Nessun abuso, è una misura di sicurezza”

in Attualitàprovincia di Vibo Valentia
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Il primo cittadino di Nardodipace interviene con fermezza per fare chiarezza sulla vicenda del presunto taglio abusivo di oltre trecento piante nel territorio comunale, balzata di recente agli onori delle cronache giornalistiche e televisive regionali. Il Sindaco respinge con forza le accuse di disastro ambientale sollevate da Gregorio Greco, responsabile Ambiente di Rifondazione Comunista di Vibo Valentia, definendo le sue conclusioni affrettate e dettate esclusivamente da ragioni di bandiera politica. Pur manifestando pieno rispetto istituzionale nei confronti del Nucleo Carabinieri Forestali, l’amministratore esprime forte stupore per la tempistica della diffusione della notizia, giunta sui media a oltre nove mesi di distanza dai fatti contestati.

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Le ragioni della sicurezza

La ricostruzione dei fatti offerta dall’amministrazione comunale poggia su precise necessità di tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza stradale. L’intervento non è stato eseguito da privati o da ditte boschive, bensì da operai comunali in attuazione di specifiche ordinanze sindacali, regolarmente trasmesse alla Prefettura di Vibo Valentia.

I lavori miravano alla creazione di una fascia di rispetto profonda cinque metri lungo i margini delle carreggiate, con l’obiettivo fondamentale di fungere da barriera parafuoco per prevenire gli incendi boschivi e di garantire la visibilità e la sicurezza degli automobilisti, in linea con quanto previsto dalle norme del Codice della Strada in materia di distanze dei fusti arborei dalle vie di comunicazione.

La situazione nell’area archeologica

Il Sindaco entra nel dettaglio della localizzazione dei tagli, spiegando che l’operazione ha interessato l’area adiacente all’accesso dei Megaliti, un sito archeologico visitato quotidianamente da numerosi turisti. La pineta circostante era stata devastata da un vasto incendio nel duemilaventuno e lo scenario attuale presenta alberi gravemente indeboliti dal fuoco, tronchi spezzati dal vento e piante pericolanti che minacciano direttamente la banchina stradale.

L’intervento di messa in sicurezza si inserisce peraltro in un più ampio progetto di totale rigenerazione e ripiantumazione della pineta, redatto da un agronomo incaricato e già trasmesso alla Regione Calabria con i relativi pareri favorevoli.

La critica ai due pesi e due misure

La replica del capo dell’amministrazione si sposta poi su una dura contestazione politica e istituzionale riguardante il passato recente del comune. Il primo cittadino ricorda come la precedente amministrazione, politicamente vicina al responsabile di Rifondazione Comunista, avesse ordinato ed eseguito un intervento identico su altre arterie stradali, abbattendo in quel caso piante di leccio.

Il Sindaco sottolinea come all’epoca non vi sia stata alcuna ispezione o polemica da parte degli organi di controllo e degli ambientalisti, nonostante l’affidamento a ditte private a ridosso della campagna elettorale. Al contrario, l’attuale intervento sulle piante di pino, ritenute molto più pericolose, è stato tempestivamente sospeso dopo pochi giorni dall’avvio, una decisione che ha esposto la cittadinanza a gravi rischi durante l’inverno, come dimostrano le decine di alberi caduti sulla carreggiata documentati e segnalati alla Procura della Repubblica.

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