Le Organizzazioni Aggregate del Wwf Calabria hanno espresso il loro pieno sostegno al decreto cautelare del 13 agosto scorso emesso dal Tar Calabria, che ha sospeso la prima giornata di preapertura della caccia al Colombaccio fissata per il 2 settembre prossimo. Il ricorso, promosso dall’Associazione Earth, ha bloccato la delibera con cui la Regione Calabria aveva autorizzato l’attività venatoria con circa venti giorni di anticipo rispetto all’apertura generale fissata dalla legge (la 157 del 1992) per la terza domenica di settembre. I giudici amministrativi hanno ravvisato la presenza di “presupposti di estrema e urgente gravità”, tali da arrecare un danno irreversibile alla fauna.

La tutela dei piccoli nel nido
Gli ambientalisti evidenziano che l’avvio anticipato contrasta con la norma che vieta l’attività venatoria “durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli”. Inoltre, per aprire in anticipo “manca un adeguato piano faunistico venatorio”.
Ogni anno a fine agosto e nei primi giorni di settembre i volontari recuperano pulcini caduti dai rami, a dimostrazione che “l’uccisione degli adulti condannerebbe di conseguenza i piccoli ancora nel nido a una morte per fame”. Come riportato nei manuali di ornitologia, la deposizione si estende fino a settembre con due o tre covate.
La critica alle scelte regionali
Il Tar tornerà a riunirsi per decidere sulle altre cinque giornate contestate, che riguardano anche la Gazza e la Cornacchia grigia. Gli attivisti denunciano che “la mancanza assoluta di controlli sul campo, l’aver aperto la caccia quando siamo in piena stagione turistica, oltre a vari altri elementi critici, rendono ancora una volta la scelta regionale del tutto demagogica e irresponsabile”.
Il Wwf confida che la sospensione venga confermata per salvaguardare gli animali nella delicata fase della riproduzione e garantire il rispetto delle norme vigenti.




























