Nove persone sono indagate nell’ambito dell’inchiesta sulla sparatoria avvenuta nello scorso mese di novembre nel popoloso quartiere di Farina, a Crotone. Le accuse contestate a vario titolo vanno dal tentato omicidio al porto illegale di armi da fuoco, dal favoreggiamento personale allo spaccio di droga. Il provvedimento scaturisce da una complessa attività investigativa avviata a gennaio di quest’anno quando erano stati già arrestati due giovani crotonesi.

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La sparatoria di novembre
Come si ricorderà, la sera dell’8 novembre 2025, un pregiudicato di origini salernitane, giunto appositamente in città con un carico di oltre tre chili e mezzo di hashish suddiviso in panetti, venne ferito a colpi di pistola calibro 7,65.
Immediate le indagini condotte dalla Squadra Mobile pitagorica, coordinate dalla Procura della Repubblica diretta da Domenico Guarascio, e che oggi fanno ritenere di aver fatto piena luce sulle responsabilità dei presunti autori del delitto e di individuare una fitta rete di complicità sul territorio crotonese.
I favoreggiatori e lo spaccio
Ad alcuni indagati è stato infatti contestato il favoreggiamento personale proprio perché si sospetta abbiano tentato di eludere le investigazioni e così facendo proteggere i responsabili del tentato omicidio.
Il prosieguo degli accertamenti, condotti sia con metodi tradizionali che con attività tecniche, svelerebbe un fiorente mercato della droga.
Secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero spacciato quotidianamente, ed a diversi assuntori, droghe varie come hashish, marijuana e cocaina, concordando i dettagli delle consegne a domicilio fissano prima un appuntamento telefonico.
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