Trasparenza sui beni confiscati alla mafia: la Calabria fa passi avanti ma resta indietro

in Attualitàprovincia di Calabria
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In Calabria oltre sei comuni su dieci destinatari di beni immobili sottratti alle mafie adempiono all’obbligo di pubblicazione dell’elenco sul proprio sito internet. Su 136 enti destinatari sono 88 quelli che pubblicano i dati, con un incremento del 12% che porta la percentuale al 64,7%. Restano tuttavia 48 comuni inadempienti. Inadempiente è, poi, anche la Regione Calabria, che non pubblica l’elenco e le relative informazioni.

Il ranking regionale

Tra gli 88 adempienti, il 55% adotta il formato Open data, il 38% utilizza il PDF ricercabile e l’8% si avvale ancora del PDF da scansione. Il 91% inserisce i dati catastali, l’89% l’ubicazione e il 97% la tipologia dell’immobile; scende al 69% la presenza di dati sui concessionari e al 49% quella sulle scadenze delle concessioni.

Nel ranking complessivo sulla trasparenza, con una scala da 0 a 100 e una media nazionale di 56,2 punti, la Calabria registra un punteggio di 42,3 punti.

I dati nazionali

A livello nazionale la trasparenza sulla gestione dei beni confiscati compie un netto progresso: su 1.174 Comuni destinatari, ben 938, pari al 79,8%, pubblicano l’elenco, mentre 236, pari al 20,2%, sono inadempienti. Si registra una crescita del 15% rispetto alla rilevazione precedente.

Il Nord Italia si attesta all’88,5% di enti adempienti, il Centro Italia raggiunge il 77,8% e il Sud Italia con le Isole si posiziona al 75%. Le regioni con percentuali pari o superiori al 90% sono Basilicata, Molise, Umbria, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

Il report RimanDati

I dati provengono dalla quarta edizione del report RimanDATI, promosso dall’associazione Libera in collaborazione con il Gruppo Abele, il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e con il contributo dell’Istat.

Il monitoraggio è stato effettuato da oltre 80 volontari in tutta Italia. L’indagine ha previsto due fasi di rilevazione sui comuni calabresi, intervallate dall’invio di domande di accesso civico per richiedere la pubblicazione o l’aggiornamento degli elenchi ufficiali.

Le voci dell’impegno

«Illuminare i beni confiscati vuol dire attivare tutti quei meccanismi che possono facilitare i percorsi di riutilizzo; significa allora dare linfa alla democrazia, alla legalità e alla giustizia», commenta Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni Confiscati di Libera.

«La quarta edizione del report registra, anche per la nostra regione, un netto miglioramento passando dal 18,8% del 2022 al 64,7% di enti che pubblicano i dati», dichiara Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera in Calabria, evidenziando l’importanza del riutilizzo sociale dei beni nella lotta alla ’ndrangheta.

Le prospettive future

I risultati emersi alimentano la campagna Diamo Linfa al Bene, finalizzata a richiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato annualmente al riuso pubblico e sociale degli immobili confiscati.

La proposta ha già raccolto oltre 100mila firme di cittadini e mira a coinvolgere direttamente gli enti territoriali di prossimità a partire dalla stagione autunnale.

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