Tutto inizia con uno squillo e una voce autoritaria: un cittadino di Varapodio risponde a quello che sembra un normale controllo, dall’altro capo del filo c’è infatti un uomo che si spaccia per un appartenente alle Forze dell’Ordine. Il tono è concitato: sostiene che l’auto dell’anziano padre sia rimasta coinvolta in una presunta rapina e che per risolvere la questione – spiega il sedicente ufficiale – è necessario un controllo immediato su valori e gioielli custoditi in casa. È l’inizio di un piano studiato nei minimi dettagli per colpire gli affetti più cari e i risparmi di una vita.

La visita del complice
Poco dopo la chiamata, la messinscena si sposta dal telefono al portone di casa. Un altro uomo si presenta alla porta qualificandosi come un Carabiniere in borghese incaricato della verifica tecnica.
Con modi gentili ma risoluti, riesce a conquistare la fiducia della vittima, convincendola a infilare contanti e preziosi dentro una busta: “Bisogna verificare la provenienza di questi beni”, avrebbe detto il truffatore per rassicurare l’anziano prima di svanire nel nulla.
Una volta ottenuto il bottino da diverse migliaia di euro, il malvivente fugge rapidamente a bordo di un’auto dove lo attende un complice.
Caccia al responsabile
La denuncia della vittima fa scattare immediatamente le indagini dei Carabinieri della Stazione di Varapodio. Grazie a riscontri tecnici e a una profonda conoscenza del territorio, i militari riescono a risalire all’identità del presunto autore del reato.
Le tracce portano lontano dalla provincia di Reggio Calabria, precisamente a Marano di Napoli. Qui, con il supporto della Compagnia locale, i militari rintracciano il sospettato eseguono a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare sottoponendolo ai domiciliari con l’accusa di truffa aggravata.




























