Il settore turistico italiano ha vissuta una stagione estiva coronata da risultati che superano ogni aspettativa della vigilia. Nel trimestre compreso tra giugno e agosto scorsi il nostro Paese ha accolto oltre 276 milioni di visitatori, registrando 5,5 milioni di presenze in più rispetto all’anno precedente. La forza del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale continua ad attirare sia i viaggiatori interni sia i visitatori stranieri, che scelgono di prenotare con frequenza e di prolungare la permanenza lungo la penisola. I dati evidenziano poi la dinamicità del comparto e confermano il posizionamento del Belpaese nel panorama mondiale.

Il confronto con l’Europa
Un indicatore fondamentale per comprendere il successo è il tasso di saturazione Ota, relativo alle prenotazioni effettuate sulle piattaforme online. Crescono sia il comparto domestico (+2,1% di arrivi; +1,6% di presenze) che il mercato straniero (+1,9%; +2,3%).
L’Italia sfiora il 62% di occupazione, segnando un balzo in avanti di quasi 14 punti percentuali rispetto al 2025. Un traguardo che assume valore nel confronto con i concorrenti storici: la nostra nazione distanzia di 17 punti la Francia e di 7 la Spagna, consolidando un primato europeo di grande prestigio che prosegue anche nel mese di settembre.

Le parole del ministro
I risultati raggiunti sono stati commentati con entusiasmo dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha sottolineato la bontà del lavoro svolto.
«Cresce sia il dato dei turisti italiani che degli stranieri: prenotano di più e restano di più nel nostro Paese», ha dichiarato il titolare del dicastero, evidenziando come l’aumento di presenze nei borghi confermi la validità delle politiche intraprese a sostegno del territorio.

Il riscatto dei borghi
Tra le note più liete spicca la rinascita dei piccoli comuni, capaci di attrarre viaggiatori desiderosi di autenticità. I borghi hanno registrato un incremento superiore al 6% negli arrivi, con ottime performance in regioni come Lazio, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Piemonte, Puglia. Dulcis in fundo, anche la nostra Calabria mostra una crescita significativa con un +7,3%.




























