Gli studenti dell’Università della Calabria minacciano proteste: diversi corsi della Facoltà di Economia e dell’area di Giurisprudenza non sono stati attivati. Da fonti interne, si apprende che probabilmente saranno attivati nel secondo semestre, ma questo comporterebbe un sovraccarico per molti degli studenti. L’inizio dei corsi per tutta la Facolta’ di Economia era previsto proprio per oggi. Sul sito dell’Universita’ sono stati pubblicati l’orario generale e l’elenco degli insegnamenti attivati, da cui si evince che la maggior parte dei corsi a scelta non partiranno e molti fra quelli attivati inizieranno nel secondo semestre. Il problema riguarda soprattutto l’area di Giurisprudenza, dove nel primo semestre risultano attivi solo tre corsi a scelta: Demografia Giuridica, Ragioneria Applicata e Micro e Macro economia. Non sono attivi invece Bilancio degli Enti Pubblici, che partira’ nel secondo semestre, e Imprese ed Amministrazioni Pubbliche, che non risulta affatto contemplato nelle materie che verranno attivate. Eppure gli ultimi due esami sarebbero molto piu’ pertinenti per una laurea in giurisprudenza, fanno notare gli studenti, piuttosto che Ragioneria. Inoltre nel primo semestre risulta attivo il corso di Diritto Penale, ma l’orario delle lezioni non e’ stato ancora reso noto. Gli studenti sottolineano che, a patto che i corsi siano poi davvero attivati nel secondo semestre, si troveranno poi a dover seguire cinque corsi fondamentali e, di conseguenza, a dover sostenere nella sessione estiva i relativi cinque esami, tra cui esami impegnativi, come Diritto Comune, Diritto Internazionale e Diritto Amministrativo. Si lamenta anche che sono state soppresse, per gli studenti del nuovo ordinamento, le sessioni intermedie di novembre e aprile e che quindi tutto il carico di studi si riversa nelle sessioni ordinarie di febbraio e luglio. E non solo: addirittura, per gli studenti del terzo anno non sarebbe prevista la partenza di nessun corso, se non per i pochi “fortunati” che avevano inserito nel piano di studi gli esami a scelta che sono stati attivati. I problemi di questa confusione partirebbero dalla mancanza di fondi. Ma ci sarebbero anche delle direttive ministeriali che imporrebbero di non attivare piu’ di un certo numero di corsi, pena la soppressione della facolta’. Gli studenti, che stanno preparando una petizione da consegnare alla presidenza della facolta’ e al Rettore dell’Universita’ della Calabria, sottolineano che alcuni docenti si sarebbero anche offerti di tenere i corsi gratuitamente. Tale possibilita’ sarebbe stata pero’ loro negata.
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