Le famiglie italiane sono sempre più strette in una morsa economica che rende difficile far quadrare i conti. Dall’aumento del costo della vita, con il carrello della spesa sempre più salato, dall’abitazione ai servizi ogni spesa diventa una sfida. A questo si aggiungono i costi per l’istruzione e l’università dei figli, che spesso diventano un peso insostenibile.

I pendolari e i fuorisede
In questo contesto, la Federconsumatori Calabria ha deciso di monitorare la situazione, concentrandosi sull’impatto degli affitti per gli studenti universitari fuori sede, ma all’interno della regione. L’indagine arriva in un momento cruciale, con le iscrizioni all’anno accademico ancora aperte.
La popolazione studentesca calabrese, divisa tra l’Università della Calabria (Unical), l’Università Magna Græcia e l’Università Mediterranea, conta oltre 38 mila studenti.
Molti di loro, soprattutto quelli che vivono vicino alle sedi universitarie, scelgono di fare i pendolari per evitare i costi aggiuntivi.
Questo problema non è solo calabrese. L’Unione degli studenti universitari ha recentemente denunciato a livello nazionale la mancanza di politiche a sostegno del diritto allo studio, specialmente per quanto riguarda il costo degli alloggi.
A livello nazionale, il prezzo degli affitti è schizzato alle stelle: una camera singola è passata in un solo anno da 461 a 613 euro mensili. In città come Milano, il costo può arrivare a 732 euro, a Bologna a 632 euro e a Roma a 575 euro.
La situazione in regione
La Federconsumatori ha analizzato le offerte di affitto nelle tre aree universitarie principali: Cosenza-Rende, Catanzaro e Reggio Calabria. L’indagine ha preso in considerazione camere singole, in alloggi ben collegati ai mezzi pubblici e non troppo distanti dalle facoltà.
I risultati mostrano che l’area di Cosenza-Rende è la più costosa, con un affitto medio mensile per persona di 391 euro. Segue Catanzaro con 350 euro e Reggio Calabria con 305 euro.
A questi importi si aggiungono poi le tasse universitarie, che in Calabria hanno una media di 1.056 euro, e ad altre spese come libri, trasporti e vitto.
Nel complesso, il costo degli affitti rappresenta una delle voci più pesanti per le famiglie. L’incidenza media annua arriva a circa 5.500 euro nell’area di Cosenza-Rende, 4.950 euro a Catanzaro e 4.410 euro a Reggio Calabria.
S’allargano le disuguaglianze
“I dati emersi dalla nostra prima indagine sul costo degli affitti universitari in Calabria evidenzia certamente la varietà delle offerte, ma, esaminato l’insieme delle proposte, la loro fruibilità abitativa e le spese mensili aggiuntive, emergono costi medi annui a persona che superano i 5.500 euro” afferma Mimma Iannello, presidente di Federconsumatori Calabria nel commentare i dati.
Sebbene questi costi possano sembrare inferiori rispetto a quelli di grandi città come Milano o Bologna, se rapportati ai redditi medi regionali, rappresentano una sfida enorme.
“Se questi costi si rapportano ai redditi medi regionali emerge la fatica smisurata delle famiglie a portare a compimento gli studi universitari dei propri figli in Calabria e che diventa davvero un’impresa se fuori dai confini regionali. Quasi un privilegio per pochi giovani che amplia le disuguaglianze fra categorie sociali” rincara Iannello.

Serve un’azione concreta
Secondo l’associazione, i dati raccolti evidenziano la necessità di politiche e risorse mirate a sostenere il diritto allo studio: “È fondamentale garantire che i giovani non siano costretti a rinunciare alla formazione a causa dei costi o a subire faticosi pendolarismi che li isolano dalla vita universitaria”.
L’Unical, con i suoi 2.500 posti alloggio all’interno del campus, offre un esempio virtuoso di come le università possano andare incontro alle esigenze degli studenti. Tuttavia, la domanda supera di gran lunga l’offerta.
“A fronte della domanda complessiva servono però in tutta la regione soluzioni abitative diffuse affinché l’esperienza di studio universitario, nella varietà dell’offerta di servizi accessori, possa essere quanto più un valore aggiunto per la crescita dei nostri giovani e di uguaglianza, un fattore che li incoraggia a rimanere nella nostra terra”, aggiunge la presidente.






























