Vermezzo, prende a martellate il suocero: arrestato ex collaboratore di giustizia

in Cronacaprovincia di Calabria
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Avrebbe aggredito a martellate il suocero ottantenne lasciandolo in fin di vita e con gravissime lesioni sopattutto al cranio, dopo una furibonda lite sulla quale si sta cercando di fare chiarezza. È stato dunque fermato con l’accusa di tentato omicidio un 53enne, Rosario Barbaro, noto anche coome Rosi, figlio dello storico boss Domenico Barbaro, originario di Platì ma residente da tempo nel nord Italia, tra Corsico e Buccinasco.

Una convivenza difficile

L’aggressione si è verificata presso l’abitazione della vittima, a Vermezzo con Zelo, nel pavese: a rinvenire il corpo dell’anziano, agonizzante e con ancora il martello conficcato nella calotta cranica, sarebbe stata un’anziata che gli ha fatto visita, allertando subito i soccorsi. L’uomo, sebbene stabile, è ora ricoverato in gravi condizioni all’Humanitas di Rozzano.

Non c’è voluto molto per individuare il presunto responsabile. Barbaro era infatti già stato denunciato per un’altra aggresione sempre a danno del suocero, nel 2024.

Un quadro burrascoso

Quest’anno invece era toccato allo stesso 53enne, aggredito invece dal figlio della vittima che, in quell’occasione, avrebbe anche tentato di aggredire i Carabinieri intervenuti per sedare la lite.

Un quadro familiare burrascoso, che ha indirizzato subito i sospetti su Barbaro che, una volta fermato, ha subito ammesso di aver aggredito l’anziano dopo una lite al culmine di mesi di litigi e screzi reciproci.

L’episodio è stato poi accertato grazie al controllo delle telecamere di videosorveglianza, che avrebbero ripreso l’uomo mentre si dirigeva verso l’abitazione della vittima. Circostanze che hanno portato la Procura di Pavia a deciderne l’arresto.

I trascorsi con la giustizia

Quello di Barbaro non è un nome nuovo alle cronache. Ritenuto appartenente all’omonima famiglia di ‘ndrangheta ed affiliato al clan dei Pillàru, viene condannato per associazione mafiosa a seguito dell’indagine Cerberus del 2008, e si costituirà dopo un lungo periodo di latitanza solo nel 2019.

Nel 2021 avviene un colpo di scena, quando decide di collaborare con la giustizia. Collaborazione che però dura giusto il tempo di entrare a far parte del programma di protezione dello Stato, durante la quale risce a fornire importanti spunti d’indagine sui clan operanti a Pioltello e persino sul più recente caso Equalize.

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