Il Comune di Crotone, in stretta sinergia con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Confial, ha avviato un’azione formale nei confronti di Roma Capitale. La richiesta, inviata ufficialmente al sindaco Roberto Gualtieri, riguarda il ritiro in autotutela o, in alternativa, la sospensione immediata della lettera di invito per la gara d’appalto relativa al servizio ChiamaRoma 060606.

Le criticità del bando
La sottoscrizione del documento è avvenuta presso la Sala Giunta del palazzo di città, alla presenza dei massimi rappresentanti istituzionali e delle parti sociali.
La contestazione nasce da una clausola specifica inserita nella procedura di gara, che prevede l’assegnazione di un punteggio premiale molto alto per le aziende che possiedano una sede operativa principale nel territorio del Comune di Roma o nella relativa provincia.
Secondo l’amministrazione crotonese e i sindacati, questa previsione risulta irragionevole e discriminatoria. Un criterio che entrerebbe in conflitto con i principi fondamentali di libera concorrenza e parità di trattamento tra le imprese, oltre a minacciare l’efficacia della clausola sociale che dovrebbe garantire il mantenimento del posto di lavoro per il personale già impiegato.
Il rischio per i lavoratori
Attualmente il servizio è gestito dalla società Acapo, che opera attraverso una sede situata proprio a Crotone. Questa struttura garantisce stabilità economica a circa 150 addetti in un’area geografica già duramente colpita da crisi occupazionali croniche.
L’impostazione della nuova gara, legando il punteggio alla localizzazione geografica romana, mette in serio pericolo la continuità lavorativa di questi operatori.
Viene inoltre evidenziato come le moderne tecnologie consentano ormai da tempo di erogare servizi di assistenza e informazione a distanza senza alcuna perdita di qualità, rendendo superflua la vicinanza fisica degli uffici alla capitale.

la mobilitazione istituzionale
L’iniziativa odierna segue quanto stabilito dal Consiglio comunale lo scorso 30 dicembre, quando era stato conferito mandato pieno al sindaco Vincenzo Voce per intraprendere ogni azione necessaria a tutela dei lavoratori.
La nota di contestazione è stata inviata per conoscenza anche alla Prefettura di Crotone e all’Autorità Nazionale Anticorruzione, con la richiesta di avviare un tavolo istituzionale di confronto.
Il documento porta le firme del primo cittadino e dei segretari Maria Pupa, Salvatore Federico, Giuseppe Palmieri e Fabio Tomaino, supportati dal lavoro del vicesindaco Sandro Cretella.
L’appello alla leale collaborazione
Il messaggio rivolto a Roma Capitale si fonda sulla richiesta di rispettare la legalità dell’azione amministrativa e di agire secondo il principio di leale collaborazione tra diverse istituzioni dello Stato.
L’obiettivo comune è quello di salvaguardare il diritto costituzionale al lavoro ed evitare l’introduzione di barriere territoriali che potrebbero risultare incompatibili con le normative nazionali ed europee.
L’amministrazione di Crotone ribadisce che la tutela di questi 150 posti di lavoro “è una priorità assoluta per la tenuta sociale dell’intera provincia“.




























