Nel 2008 si era visto sequestrare un capannone alle porte del piccolo abitato di S. Costantino Calabro perché era totalmente abusivo. In quell’occasione i vigili urbani della cittadina avevano anche apposto i sigilli all’immobile per impedire a Domenico Buccafurni, artigiano 48enne residente nel piccolo centro, di continuare i lavori e di adattare la struttura alla propria attività di falegname. Evidentemente la lezione non deve essere bastata all’uomo giacché i militari della locale Stazione Carabinieri, notando che l’attività all’interno di quella vasta struttura, che teoricamente avrebbe dovuto essere completamente sigillata e vuota, ferveva, hanno sorpreso l’uomo che, in tutta tranquillità, stava realizzando alcune porte in legno, come se la cosa fosse del tutto normale. Come se non bastasse l’uomo, che evidentemente non si era minimamente preoccupato degli obblighi connessi alla sua nomina a custode dell’immobile realizzato illegalmente, aveva anche effettuato estesi lavori di muratura all’interno del capannone, completandone le pari, costruendo un pavimento in cemento e realizzando un collegamento con un capannone adiacente. Lavori in grande stile che però sono costati all’artigiano l’arresto con l’accusa di violazione dei sigilli. Ora l’uomo, che prima di essere portato via dai Carabinieri ha assistito nuovamente all’apposizione dei sigilli a tutta la sua struttura, dovrà rispondere delle accuse mossegli davanti al Tribunale di Vibo Valentia.
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