“Voci dal sottosuolo”, si prosegue stasera con “Mio cognato Mastrovaknic”

in Tempo liberoprovincia di Cosenza
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Prosegue con il terzo appuntamento della sua sesta stagione “Voci dal sottosuolo”, la rassegna teatrale a cura del Kollettivo Kontrora in collaborazione con Teatro del Carro Pino Michienzi che sta trasformando il Teatro Silvio Vuozzo nel quartiere Spirito Santo di Cosenza in un luogo di incontro, ascolto e rigenerazione culturale.

Il teatro per chi lo vive

Il Progetto finanziato con i fondi otto per mille della Chiesa Evangelica Valdese nasce da un’idea semplice e radicale: il teatro appartiene a chi lo vive, non solo a chi lo fa.

È un gesto collettivo, un modo per abitare insieme un luogo e trasformarlo. Nel quartiere Spirito Santo la rassegna ha trovato una casa fertile: non solo un teatro, ma una scuola, un cortile, un intreccio di voci e storie. Qui la scena non si limita a rappresentare: ascolta, restituisce, accoglie.

Si va in scena oggi, 4 gennaio, alle 18 con “Mio cognato Mastrovaknic”, di Ciro Lenti, diretto da Lindo Nudo e prodotto dalla compagnia Teatro Rossosimona.

Il biglietto avrà il costo simbolico di 1 euro; una scelta questa che esprime la visione che anima l’idea di un teatro che non deve essere un lusso, ma un diritto condiviso. Un invito aperto, un varco che chiunque può attraversare. Quando un quartiere si riunisce attorno a uno spettacolo, non è più solo un luogo: diventa comunità.

Una storia di resistenza

Ambientato nel 1943 nel campo di internamento di Ferramonti, lo spettacolo portato in scena da Marco Tiesi e Paolo Mauro, è una storia di amicizia e resistenza nella quale si intrecciano la vicenda di Uccio, giovane fabbro del luogo condannato per reati comuni, e quella di Mastrovaknich, professore polacco recluso perché dichiaratosi omosessuale.

Rinchiuso per errore nella baracca degli omosessuali, che a quel tempo venivano perseguitati quali “nemici della razza”, Uccio è preoccupato perché teme che nel paese possano diffondersi voci calunniose che mettano in discussione la sua virilità.

Il rapporto fra i due è quindi all’inizio conflittuale, ma se la convivenza in un primo momento esaspera lo scontro, con il passare dei giorni la condivisione di un progetto di fuga, vissuto come un anelito di salvezza e libertà, farà germogliare tra i due un’incipiente amicizia in grado di colmare la distanza mentale che li divide.

La rassegna terminerà il 18 gennaio con “Un Live Podcast” una produzione Divano Project.

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