Questa mattina al Comando Provinciale dei Carabinieri di Cosenza il Capitano Giovinazzo, comandante del nucleo tutela patrimonio culturale, ha illustrato i risultati ottenuti nell’anno 2009.
Un attività costante che evidenzia il meticoloso e intenso lavoro d’indagine dei militari, l’operazione maggiormente degna di rilievo, di cui il nucleo T.P.C è stato protagonista, è il rientro in Italia della statua Askos delle Murge di Strangoli, proveniente dal Paul Ghetty Meseum di Malibù, e l’anfora Calcides proveniente dalla collezione “Shelby White”.
Da evidenziare una sensibile diminuzione di scavi clandestini -76% e il recupero di ben 7.853 beni culturali. A margine della conferenza stampa, è stato comunicato ufficialmente che si è superato il grave impasse burocratico ed economico che aveva bloccato i lavori di restauro dell’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore. La costruzione, in via di restauro da diversi mesi, era stata sequestrata dalla Procura di Cosenza nella sua ala est per il ritrovamento di alcune antiche fondazioni, la cui salvaguardia avrebbe pero’ danneggiato la tenuta stessa dell’opera architettonica. L’intervento congiunto della Soprintendenza Regionale ai Beni Artistici e della Regione Calabria ha consentito, è stato detto, di operare una variazione al contratto di appalto dei lavori, che cosi’ sono potuti riprendere, nel senso anche della salvaguardia di quanto scoperto. “E’ un luogo molto frequentato e non si poteva rischiare un crollo della struttura”, ha detto il capitano Raffaele Giovinazzo, Comandante del NTPC dei carabinieri. “Per questo – ha aggiunto – ci si e’ avvalsi di un consulente, uno strutturista di Salerno, e abbiamo dovuto agire preventivamente. Ma adesso i lavori possono farsi in piena sicurezza“.
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