Le indagini eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Cosenza su ordine della Procura della Repubblica di Rossano, scattate all’indomani della dichiarazione di fallimento della società “Centro lavorazione lamiere”, avvenuta con sentenza del Tribunale rossanese, hanno permesso di verificare come la liquidità aziendale sia stata distratta attraverso pagamenti simulati a favore di falsi fornitori, sottrazione di somme contanti dalla cassa della società e occultamento di documentazione contabile (fatture attive) al fine di appropriarsi dei corrispettivi incassati. Infatti, dal 2003 al 2005, i due soci dell’azienda fallita hanno evidenziato nei bilanci d’esercizio passività inesistenti e distratto beni della società sottraendoli all’attivo fallimentare mediante il prosciugamento di liquidità in modo sistematico e continuativo per importo di oltre due milioni di euro. L’impresa fallita, che avrebbe dovuto operare a regime con l’impiego di 14 dipendenti e nel settore della profilatura di metalli e la produzione ed il montaggio e la commercializzazione di strutture metalliche per fabbricati e serre, è stata già oggetto di indagine da parte della magistratura inquirente rossanese in ordine all’indebita percezione di finanziamenti comunitari di cui alla legge 488/92.
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