“I tagli alla scuola pubblica e la Manovra Finanziaria del Governo-Berlusconi, che fanno pagare agli enti locali l’assenza di una efficace politica economica per fronteggiare la crisi, sottrae ai cittadini di domani il diritto ad avere una scuola pubblica di qualità e lascia in assoluta solitudine il sistema degli enti locali calabresi” E’ quanto afferma, in una nota, l’Assessore provinciale alla Pubblica Istruzione e all’edilizia scolastica, Pietro Ruffolo. “Le politiche scolastiche -prosegue Ruffolo- rappresentano un investimento fondamentale per la crescita economica e sociale della nostra regione e per garantire qualità all’amministrazione dei nostri territori.
E’ per questo motivo che la Giunta Provinciale e il suo presidente, Mario Oliverio, ritengono fondamentale aprire un tavolo permanente di confronto con tutte le componenti del mondo della scuola cosentina, per stabilire e concertare insieme ad esse strategie di risposta alla crisi e per mettere in rete un pacchetto di buone prassi amministrative che tengano conto delle esigenze e delle aspettative di ogni singolo territorio della nostra provincia, delle famiglie, degli studenti, del personale docente, non docente e Ata. Per tale ragione, nei prossimi giorni, ci faremo promotori di un incontro in Provincia a cui inviteremo tutti i rappresentanti sindacali del mondo della scuola. In seguito, prima delle ferie, incontreremo presso l’Auditorium “Guarasci” del liceo “Telesio” il personale docente e non docente, studenti ed amministratori”.
“Al termine di questi incontri con il variegato mondo della scuola cosentina -conclude l’assessore Ruffolo- chiederemo un incontro al Presidente della Regione, on. Giuseppe Scopelliti e all’assessore regionale alla Cultura, on. Mario Caligiuri, che dopo cento giorni dal loro insediamento non abbiamo ancora avuto il piacere di incontrare, per esaminare i problemi che attanagliano il mondo della scuola, per rassegnare loro le nostre preoccupazioni e per avanzare una serie di proposte concrete finalizzate a togliere questo importante settore dalla crisi pesante in cui è stato cacciato da una serie di politiche economiche ragionieristiche asfittiche e di corto respiro”.
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