E’ stato ufficializzato il protocollo d’intesa siglato, nel febbraio scorso, tra la Provincia di Cosenza, assessorato al Mercato del Lavoro e Formazione professionale, e la Caritas-Calabria. A firmare il Vicepresidente Domenico Bevacqua e Don Ennio Stamile, delegato regionale Caritas. E’ la prima volta, a livello nazionale, che un ente locale firma un accordo di collaborazione con il coordinamento regionale del Progetto Policoro. Un’iniziativa ecclesiale di grande respiro che propone una sinergia tra uffici diversi: l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, il Servizio Nazionale di pastorale giovanile e la Caritas Italiana. Un progetto che mira a creare una cultura nuova del lavoro tra le giovani generazioni. “Il protocollo, nella nostra provincia, apre strade nuove e soluzioni inedite intorno al grave problema della disoccupazione”, spiega Don Ennio Stamile. Si tratta, infatti del primo accordo siglato tra un ente provinciale e le cinque diocesi del territorio per avviare iniziative di formazione e informazione professionale indirizzate ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro. “Grazie al sostegno economico della Provincia di Cosenza, i dieci animatori delle diocesi del territorio potranno avviare una formazione valoriale di base nei centri culturali, come gli istituti scolastici superiori e l’Università. L’obiettivo è quello di costruire una nuova cittadinanza verso i soggetti deboli- e conclude- assicurando un raccordo tra i giovani e i diversi soggetti pubblici e del mondo associativo organizzato”.
“La Provincia di Cosenza, – spiega il Vicepresidente Domenico Bevacqua- ha fortemente creduto fin dall’inizio a questo importante progetto, tenuto conto anche delle tantissime iniziative promosse dal Presidente Oliverio durante questi anni con le diocesi della nostra Provincia ed è per questo che abbiamo avviato con la Caritas questa sinergia che punta a rendere i nostri ragazzi, spesso vittime della rassegnazione e dello sfruttamento, protagonisti del territorio e capaci di avviare seri progetti di sviluppo. Crediamo che questa lodevole iniziativa sia un modello virtuoso e innovativo da seguire e da riproporre in altri contesti territoriali, soprattutto nel Sud, un metodo globale che investe la persona nella sua interezza e la società nei diversi attori locali. Miriamo, così, a realizzare opere concrete, capaci di stimolare processi virtuosi nello scenario economico e sociale della nostra provincia”.
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